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L’ultimo sigillo, 2022

GPO-1133

Cornice dorata, matita rossa su stampa litografica, collage su parete

Cornice 150 x 110 cm, misure complessive variabili

Opera non più esistente

Sulla parete nove disegni di meridiane, tratte da un libro antico, sono allestiti in caduta libera, fino a toccare una cornice dorata, appoggiata a terra, che trattiene un altro disegno. In quest’ultimo una mano è intenta a tracciare una spirale rossa sul quadrante di un orologio da polso che evoca un sigillo “posto a sostituire il movimento delle lancette, ovvero il succedersi delle ore”, come spiega l’artista.
Le meridiane e l’orologio alludono all’inesorabile fuggire del tempo, mentre il gesto della mano che appone un sigillo sull’orologio indica, al contrario, il desiderio di fermarlo. L’aggettivo “ultimo” riferito dal titolo indica la perentorietà del gesto: “l’arresto del tempo segna una sospensione assoluta rispetto all’incessante mutevolezza delle cose, condizione che in chiave metaforica connota la sfera dell’arte, estranea al flusso inarrestabile del tempo e alla finitudine della nostra esistenza”
1.

1 G. Paolini in conversazione con B. Della Casa, 7 aprile 2022.

Fogli a parete: riproduzioni tratte da Anonimo, Horioli Solari, prima metà XVIII sec., manoscritto, 33 x 23 cm.
Foglio nella cornice: esemplare siglato “P.a.” dell’edizione grafica di Giulio Paolini,
Come non detto, 1990 (GPE-0075).

2022 Firenze, Museo Novecento, Giulio Paolini. Quando è il presente?, 18 marzo - 7 settembre, ripr. col. fig. 12 p. 27, ripr. p. 74 (particolare), ripr. col. pp. 141, 143 (vedute dell’opera in mostra), scheda di B. Della Casa e M. Disch p. 122, riferimento nel testo di B. Della Casa pp. 64-65, 66 nota 4.
L. Corrain, Un dialogo fra il Beato Angelico e Giulio Paolini, in “Actes Sémiotiques”, magazine online semestrale, n. 127, Limoges, 14 luglio 2022, p. 38, ripr. col.
Scheda a cura di Maddalena Disch , 23/02/2024