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L’ospite, 1989-91

GPE-0069

Litografia applicata su carta

50 x 50 cm

Titolato, firmato e datato al recto, in basso: “L’ospite” (al centro), “Giulio Paolini 1989” (a destra)

Numerazione autografa al recto, in basso a sinistra

50 esemplari in numeri arabi da 1/50 a 50/50

È attestata anche una tiratura di dieci esemplari in numeri romani su fogli di formato 50 x 70 cm, di origine a oggi non identificata.

Galleria Massimo Minini, Brescia

Marco Noire Editore, Torino

L’edizione fa parte di una cartella grafica edita dalla Galleria Massimo Minini, Brescia nel dicembre 1991 con opere di quattordici artisti rappresentati dalla galleria. Le edizioni, dello stesso formato 50 x 50 cm ma stampate con tecniche diverse, recano datazioni comprese tra il 1985 e il 1991, riferite all’ideazione delle opere riprodotte.

In origine l’edizione è contenuta, insieme ad altre tredici opere e un foglio di colophon, in una cartella a due ante in tutta tela grigia, dorso in tela antracite, con tre lembi, formato chiuso 51 x 51 cm, muta.

Riporta informazioni relative alle opere incluse nella cartella (autori, tecnica, stampatore, data; per l’edizione di Paolini “Giulio Paolini, fotocollage, stampato da Marco Noire, Torino, 1990”), alla tiratura, al formato, all’editore, al luogo e alla data di stampa (Brescia, dicembre 1991).

L’immagine litografica, applicata sul foglio bianco, presenta al centro una fotografia, appoggiata sulla sedia in primo piano come un quadro offerto allo sguardo dello spettatore. La fotografia riproduce, sullo sfondo di una porta socchiusa, due sedie fra loro contrapposte, su ciascuna delle quali è posata l’immagine di un pittore al lavoro: a destra si trova il dipinto Nota intima (1887) di Angelo Garino, a sinistra l’autoritratto inciso di William Hogarth mentre dipinge la Musa della Commedia1; al centro, tra le due sedie, si affaccia un’immagine cosmica, che allude simbolicamente alla dimensione in sé compiuta che il pittore tenta di mettere a fuoco. A sinistra della fotografia, il particolare della sedia con l’autoritratto di Hogarth è ripetuto, a suggerire una sedia contrapposta a quella in primo piano, in modo da replicare la contrapposizione delle due sedie nella fotografia. Sullo sfondo nero si staglia una superficie bianca, giustapposta al disegno di una tela rovesciata, a evocare il recto e il verso di un quadro.
La composizione, basata su un raffinato gioco di raddoppiamenti e contrapposizioni speculari, così come il motivo del pittore al lavoro – in particolare nel dipinto di Garino, nucleo generatore della composizione – richiamano un quadro
in fieri dagli innumerevoli volti possibili, compresi tra il recto e il verso di una tela. A questa tematica si ricollega anche il titolo, che rinvia al ruolo attribuito da Paolini all’autore, il quale preferisce essere “ospite” della scena, piuttosto che regista demiurgo o attore protagonista, assumendo le vesti dello spettatore che assiste all’imprevedibile divenire di un’immagine, senza rivendicare alcun diritto di autorietà.
L’edizione trae origine dall’immagine ideata per il cartoncino d’invito dell’esposizione personale alla Galleria Massimo Minini, Brescia nel 1989; il tema iconografico richiama infatti l’omonimo lavoro di grande formato protagonista della mostra (GPO-0643). Si veda anche la variante Studio per “L’ospite”, con sfondo cosmico anziché nero, documentata nel Catalogo ragionato online delle opere su carta al numero GPC-0769.

1 Il dipinto di Garino raffigura un interno con una donna seduta a sinistra, che osserva un pittore intento a dipingere una scena di coppia, anch’essa con una figura femminile seduta a sinistra. L’autoritratto di Hogarth corrisponde all’ultimo stato (1764) dell’incisione intitolata William Hogarth Painting the Comic Muse, in cui l’artista inglese è intento a dipingere la Musa della Commedia, raffigurata con la maschera di un satiro in una mano e associata alla scritta “Comedy” sulla base della colonna a destra; ai piedi del cavalletto è appoggiata una copia del trattato sulla bellezza dello stesso Hogarth (The Analysis of Beauty). L’incisione di Hogarth si trova, di fatto, sul pavimento fuori campo: sulla sedia a sinistra la sua immagine è riflessa in uno specchio ovale. Sia il dipinto di Garino sia l’incisione di Hogarth appartengono alla collezione privata di Paolini.

Immagine centrale:
fotografia dell’atrio di casa di Giulio Paolini scattata da Paolo Mussat Sartor, 1988.
opera a sinistra: William Hogarth,
William Hogarth Painting the Comic Muse, 1764, incisione, ultimo stato, 75 x 60 cm, Collezione Giulio Paolini.
opera a destra: Angelo Garino,
Nota intima, 1887, olio su tela, 95 x 140 cm, Collezione Giulio Paolini.

1992 Bonn, Bonner Kunstverein, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das graphische Werk 1967-1992, 24 febbraio - 29 marzo (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 70).
1993 Winterthur, Kunstmuseum Winterthur, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das druckgraphische Werk 1967-1992, 16 gennaio - 7 marzo (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 70).
1995 Lisbona, Fundação Calouste Gulbenkian / Centro de Arte Moderna José de Azeredo Perdigão, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Múltiplos e Obra Gráfica 1969-1995, 16 marzo - 28 maggio, non ripr. nel pieghevole della mostra (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 70).
1996 Apolda, Kunsthaus Apolda Avantgarde, Giulio Paolini. Impressions graphiques, 27 settembre - 27 ottobre (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 70).
1997 Göppingen, Kunsthalle, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das graphische Druckwerk 1967-1995, 9 marzo - 13 aprile (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 70).
A. Zevi, Giulio Paolini: Le repliche del naufragio / The replicas of the shipwreck, in “L’Architettura”, a. XXXVII, n. 433, Roma, novembre 1991, ripr. col. p. 910.
Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 70, ripr. col. (esemplare p.a.).
Convivio. John Armleder, Giulio Paolini, Flavio Paolucci, Annie Ratti, Remo Salvadori, catalogo della mostra, Casa Rusca, Cureglia, Edizioni Charta, Milano 2001, ripr. p. 16 (con datazione errata “1990”).
Giulio Paolini. L’ora X, catalogo della mostra, Fondazione Querini Stampalia, Venezia, Gli Ori, Siena 2004, ripr. p. 80 (particolare).
R. Ferrario, Giulio Paolini. Un viaggio a distanza, Nomos Edizioni, Busto Arsizio 2009, ripr. p. 115.
Carte Noire. Noire Editions 1980/2015, Verlag der Buchhandlung Walther König, Colonia 2016, ripr. col. s.p. (esemplare p.a.).
Scheda a cura di Bettina Della Casa e Maddalena Disch, 02/02/2026