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GPE-0158

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Sei tavole ripiegate 29.7 x 29.7 cm ciascuna, aperte 29.7 x 59.6 cm ciascuna

Firmato al verso della prima tavola, al centro: “Giulio Paolini”

Numerazione autografa al verso della prima tavola, al centro

490 esemplari non numerati
10 esemplari in numeri romani da I/X a X/X

Galerie Annemarie Verna, Zurigo

Tipostampa, Torino

L’edizione è realizzata dalla Galerie Annemarie Verna, Zurigo, in occasione dell’esposizione personale Giulio Paolini. Pendant, inaugurata il 5 febbraio 1980. Il soggetto dell’edizione si richiama infatti all’iconografia dell’opera in mostra (Pendant, 1979, GPO-0409).

Riporta informazioni relative al copyright (© 1979 by Giulio Paolini and Annemarie Verna), all’editore, allo stampatore, alla traduttrice e alla tiratura.

La cartella grafica – spesso esposta e pubblicata come libro d’artista – è costituita da sei tavole con piegatura centrale, raccolte in una copertina. Ciascuna tavola reca riprodotto al centro, a cavallo della piegatura, il disegno di un’antica figura femminile – con un’ampia veste svolazzante e ornata con un diadema di foglie d’alloro – che trattiene in ciascuna mano un elemento quadrato. Da una tavola all’altra, la coppia di quadrati propone due immagini fra loro complementari.
Nella prima tavola i due quadrati accolgono un ritratto fotografico dell’artista mentre realizza l’opera
Pendant, 19791, dalla cui iconografia l’edizione trae origine. Le due immagini sono parzialmente nascoste da un foglio bianco lacerato, che nel quadrato a sinistra lascia a vista la parte sinistra della figura femminile delineata sulla parete, mentre in quello a destra la parte destra della figura.
Nella seconda tavola la figura trattiene due riquadri vuoti, in dialogo con altri due elementi quadrati – l’uno anteposto e l’altro in secondo piano rispetto ai due quadrati tenuti dalla figura – che riproducono rispettivamente una mano intenta a tenere una tela monocroma
2 e una tela orientata al verso.
Nella terza tavola la figura femminile è inscritta nel disegno di un ambiente in prospettiva, ripetuto in modo speculare nei due quadrati trattenuti dalla figura. Sull’insieme della tavola sono sparsi tre frammenti lacerati, desunti dalla riproduzione di una stanza affrescata a Pompei
3.
Nella quarta tavola i due quadrati associati alla figura ospitano frammenti di carta millimetrata, di carta bianca e della riproduzione della figura femminile medesima, parzialmente lacerata.
Nella quinta tavola (l’eccezione alla regola), la figura protagonista tiene per mano altre due figure femminili, più piccole: a sinistra una copia di sé stessa, a destra un’altra figura pompeiana
4.
Nella sesta e ultima tavola i due quadrati inscrivono il disegno di alcune foglie d’alloro in caduta libera, proseguito all’esterno dei quadrati per mezzo di foglie fotografiche più grandi, in ordine sparso.
L’avvicendarsi di episodi presentati dall’eterea figura femminile allude allo spazio stesso della rappresentazione, definito da un’inquadratura e inteso come contenitore potenziale di qualsiasi immagine, teatro di accadimenti visivi colti nel loro stesso divenire, senza alcuna finalità comunicativa. La figura, dal canto suo, oltre a evocare la dimensione mitologica, che riverbera attraverso echi lontani, è accostabile ad altri personaggi paoliniani raffigurati nel gesto del porgere o mostrare degli elementi d’immagine allo sguardo.
La copertina che raccoglie le sei tavole ne riprende il tema iconografico, sviluppato in modo speculare sui due piatti. Alla riproduzione al vivo e a colori di un ambiente affrescato di Pompei, si sovrappone, a cavallo dei piatti, il disegno virato in bianco della figura protagonista. I due elementi quadrati trattenuti dalla figura sono qui due quadrati bianchi, che propongono una dichiarazione dell’autore (uno
statement, come recita il titolo), in italiano al piatto anteriore e in tedesco a quello posteriore5.
L’edizione riprende il tema del lavoro di grande formato intitolato Pendant, 1979 (GPO-0409), dove la figura è disegnata su due pareti contrapposte e tiene una coppia di tele quadrate, orientate l’una al recto e l’altra al verso e invertite di posizione nel passaggio da una parete all’altra, mentre a terra sono sparse alcune foglie d’alloro che richiamano quelle allegoriche sul capo della figura disegnata.
L’edizione trae origine dai collage documentati nel Catalogo ragionato online delle opere su carta ai numeri GPC-0492, GPC-0493, GPC-0494, GPC-0495, GPC-0496, GPC-0497.

1 Il ritratto scattato da Roman Franke riproduce Paolini mentre realizza Pendant (GPO-0409) al Völkerkundemuseum a Monaco di Baviera l’8 aprile 1979, in occasione dell’esposizione collettiva Eine Ausstellung mit Werken von zwölf Künstlern, curata da Harald Szeemann (11 aprile - 10 maggio 1979).
2 Nella fotografia scattata da Anna Piva, l’artista tiene la sua opera Picnic, 1963 (GPO-0028).
3 Il medesimo scorcio ambientale è riprodotto a colori nella copertina che raccoglie le sei tavole dell’edizione.
4 Come la figura protagonista, così anche l’altra figura femminile è una ninfa o baccante, originariamente abbracciata a un fauno, ripresa da una tavola di antiche pitture pompeiane.
5 La dichiarazione d’intenti relativa al proprio lavoro recita: “Tutto il mio lavoro si svolge intorno a un / diaframma implicito all’immagine: come / uno specchio ideale che riflette e rivela le / stesse apparenze con cui si costituisce. / La natura di questo artificio tende a una / specie di obiettività paradossale perché / introduce nel presente, nel momento in cui la / percezione si attua, un’incompatibilità / temporale: impone cioè un tipo di lettura / circolare, anziché diretta, che sottrae alla / visione il valore dell’evidenza. Ciò fino al / ‘momento della verità’ che, sempre, è / estraneo a qualsiasi intenzione: resta la / presenza pura (nel senso di sublime o di / insignificante) di un’opera il cui destino è / quello di accrescere l’infinita teoria di / scoperte che animano l’imperscrutabile corso / dell’arte”. Lo scritto riprende una dichiarazione di poetica formulata in conversazione con N. Orengo nel 1975 (cfr. Una domanda discreta, in “Libri Nuovi”, periodico Einaudi di informazione libraria e culturale, a. 7, n. 1, giugno, Torino 1975, p. 8).

Figure femminili tratte da L’Italia descritta e dipinta con le sue isole di Sicilia, Sardegna, Elba, Malta, Eolie, di Calipso, ecc., Giuseppe Pomba e C., Torino 1837-38, vol. II, tav. 14 (“Pitture antiche. Affreschi di Pompei”).
Ritratto di Giulio Paolini scattato da Roman Franke durante l’allestimento di Pendant, 1979 (GPO-0409), Völkerkundemuseum, Monaco di Baviera, 1979.

1983 Zurigo, Galerie Annemarie Verna, When Art Becomes Book / When Books Become Art, dal 22 marzo.
1984 Villeurbanne, Le Nouveau Musée, Giulio Paolini, 20 gennaio - 18 marzo, non ripr.
1985-86 Montréal, Musée d’art contemporain, Giulio Paolini, 7 luglio - 8 settembre, itinerante: Vancouver, Vancouver Art Gallery, 29 novembre 1985 - 19 gennaio 1986, stesso catalogo esposizione personale Villeurbanne 1984.
1986 Charleroi, Palais des Beaux-Arts, Giulio Paolini, 15 febbraio - 30 marzo, stesso catalogo esposizione personale Villeurbanne 1984.
1989 Torino, Salone del Libro, Impressions graphiques. Progetti e collaborazioni editoriali di Giulio Paolini, 12-18 maggio, cat. n. 7 (sezione “Edizioni a tiratura numerata”), non ripr.
1992 Bonn, Bonner Kunstverein, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das graphische Werk 1967-1992, 24 febbraio - 29 marzo (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 35).
1993 Winterthur, Kunstmuseum Winterthur, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das druckgraphische Werk 1967-1992, 16 gennaio - 7 marzo (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 35).
1995 Lisbona, Fundação Calouste Gulbenkian / Centro de Arte Moderna José de Azeredo Perdigão, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Múltiplos e Obra Gráfica 1969-1995, 16 marzo - 28 maggio, non ripr. nel pieghevole della mostra (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Torino 1992, cat. n. 35).
1995 Limoges, Saint-Yrieix-la-Perche, Théâtre du Centre Jean-Pierre Fabrègue, Bookmakers. Une exposition des livres d’artistes de Zona Archives, 2 giugno - 15 agosto, citato come esposto s.p., non ripr.
1996 Torino, Galleria Martano, Artists’ Books, 8 maggio - 10 giugno, citato come esposto s.p., non ripr.
1996 Apolda, Kunsthaus Apolda Avantgarde, Giulio Paolini. Impressions graphiques, 27 settembre - 27 ottobre (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 35).
1997 Göppingen, Kunsthalle, Giulio Paolini. Impressions graphiques. Das graphische Druckwerk 1967-1995, 9 marzo - 13 aprile (catalogo Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 35).
2002 Modena, Biblioteca civica d’arte Luigi Poletti, Giulio Paolini. Pagine, 20 settembre - 23 novembre, ripr. col. p. 36 (didascalia p. 91).
2023 Milano, Libreria Antiquaria Pontremoli, Arte Povera, 16 febbraio - 2 marzo, ripr. col. p. 72, con scheda di R. Colombo e C. Lietti p. 63 (con datazione errata “1966”).
Impressions graphiques. L’opera grafica 1967-1992 di Giulio Paolini, Marco Noire Editore, Torino 1992, cat. n. 35, ripr. col. (copertina), con scritto dell’artista Tutto il mio lavoro...
L. Dematteis, G. Maffei, Libri d’artista in Italia 1960-1998, Regione Piemonte, Torino 1998, cat. n. 2090 p. 178, ripr. (copertina).
G. Maffei, Arte Povera 1966-1980. Libri e documenti / Books and documents, Edizioni Corraini, Mantova 2007, p. 136 (con scritto dell’artista Tutto il mio lavoro…, in italiano e inglese), ripr. col. (copertina e una tavola).
M. Codognato, Pagine d’artista, in Arte povera 2011, catalogo della mostra, MAMbo Museo d’Arte Moderna, Bologna, Mondadori Electa, Milano 2011, p. 598, non ripr.
Scheda a cura di Bettina Della Casa e Maddalena Disch, 30/01/2026