Nodo scorsoio, 2022
GPE-0155
Litografia
Fedrigoni Arcoprint
30 x 30 cm
Firmato al recto, in basso al centro: “Giulio Paolini”
Numerazione manoscritta non autografa al recto, in basso a sinistra
35 esemplari in numeri arabi da 1/35 a 35/35
20 esemplari in numeri romani da I/XX a XX/XX
Edizioni l’Obliquo, Brescia
Grafica Sette Srl e Seven Media, Bagnolo Mella (Brescia)
L’edizione è realizzata dalle Edizioni l’Obliquo, Brescia – dirette da Giorgio Bertelli – in occasione della pubblicazione della canzone A nœud coulant (1937) di Louis-Ferdinand Céline, a cura di Pasquale Di Palmo. Rappresenta la seconda cartella grafica di una trilogia realizzata da Bertelli con Paolini in omaggio a uno scrittore francese del XX secolo (cfr. Il pastore al suo padrone, GPE-0152 e Progetto, GPE-0157).
Cartella a due ante in cartoncino bianco, con tasca interna, formato chiuso 30.5 x 30.5 cm; in copertina titoli in rosso e nero (titolo, autori, curatore, editore). Contiene un frontespizio (al recto identico alla copertina, ma con titolo in nero, al verso ringraziamento e copyright), un foglio con la canzone di Céline (in francese e italiano), un foglio con una nota di Pasquale di Palmo, la tavola e il colophon.
Riporta informazioni relative allo stampatore, alla tiratura, alla tecnica di stampa, al tipo di carta, al luogo e alla data di edizione (Brescia, 11 luglio 2022). Numerazione in basso al centro.
• Canzone di Louis-Ferdinand Céline, A nœud coulant (1937).
• Nota di Pasquale di Palmo riferita alla canzone di Céline e alla storica collaborazione tra Paolini e Bertelli, già editore di altri due testi dello scrittore francese.
Sullo sfondo di un cielo in tonalità arancio-azzurre, l’occhiello di un nodo scorsoio trattiene l’immagine del globo terrestre, mentre in basso un ritaglio lacerato nella riproduzione del cielo accoglie la fotografia di una rosa gialla.
Nel contesto della cartella grafica, che include il brano di Louis-Ferdinand Céline citato nel titolo dell’edizione, l’alba, la rosa e il cappio sono motivi presenti nel testo della canzone. Nell’ambito dell’iconografia paoliniana, il cielo, il globo e la rosa hanno una valenza metaforica: il cielo e il pianeta rappresentano una dimensione ineffabile, che connota il significato dell’arte, mentre la rosa gialla (ripresa da un racconto di Jorge Luis Borges) richiama l’impossibilità di trattenere in perfetto equilibrio o fissare in una forma definitiva quella dimensione inafferrabile1.
L’edizione trae origine dal collage documentato nel Catalogo ragionato online delle opere su carta al numero GPC-2203.
1 Il motivo della rosa gialla proviene dall’emblematico racconto di Jorge Luis Borges, Una rosa amarilla, in cui il poeta del Seicento italiano Giambattista Marino, in punto di morte, osservando una rosa gialla intuisce l’impossibilità di esprimerne l’inafferrabile essenza (prima pubblicazione nella raccolta di racconti L’artefice [1960], cfr. Borges. Tutte le opere, a cura di D. Porzio, I Meridiani, Oscar Mondadori Editore, Milano 1998, p. 1141). Il testo di Borges è ripetutamente citato da Paolini nei suoi scritti e nelle sue opere fin dal 1970 (cfr. i lavori di grande formato GPO-0197, GPO-0941, GPO-1069, GPO-1072).
Titolo ripreso dalla canzone di Louis-Ferdinand Céline Au nœud coulant (1937).