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Progetto, 2022

GPE-0157

Litografia

Fedrigoni Old Mill

30 x 30 cm

Firmato al recto, in basso a destra: “Giulio Paolini”

Numerazione manoscritta non autografa al recto, in basso a sinistra

35 esemplari in numeri arabi da 1/35 a 35/35
20 esemplari in numeri romani da I/XX a XX/XX

Edizioni l’Obliquo, Brescia

Grafica Sette Srl e Seven Media, Bagnolo Mella (Brescia)

L’edizione è realizzata dalle Edizioni l’Obliquo, Brescia – dirette da Giorgio Bertelli – in occasione della pubblicazione della poesia Projet (1969) di Raymond Queneau, a cura di Pasquale Di Palmo. Terza cartella grafica realizzata da Bertelli con Paolini nel 2022, completa la trilogia dedicata a uno scrittore francese del XX secolo (cfr. Il pastore al suo padrone, GPE-0152 e Nodo scorsoio, GPE-0155); nel febbraio 2023 l’editore propone le tre cartelle unite in un cofanetto, realizzato in dieci esemplari.

Cartella a due ante in cartoncino bianco, con tasca interna, formato chiuso 30.5 x 30.5 cm; in copertina titoli in rosso e nero (titolo, autori, curatore, editore). Contiene un frontespizio (al recto identico alla copertina, ma con titolo in nero, al verso ringraziamento e copyright), un foglio con la poesia di Raymond Queneau (in francese e italiano), un foglio con una nota di Pasquale di Palmo, la tavola e il colophon.

Riporta informazioni relative alla tiratura, allo stampatore, al tipo di carta, al luogo e alla data di stampa (31 dicembre 2022). Numerazione in basso al centro.

Poesia di Raymond Queneau, Project (1969).
Nota di Pasquale di Palmo riferita alla poesia di Queneau e riferimento all’edizione quale terza collaborazione editoriale tra Paolini e le Edizioni l’Obliquo nel 2022.

La riproduzione fotografica in secondo piano illustra un incastro di strutture lineari evocanti dei poliedri inseriti l’uno nell’altro; alcuni lati sono prolungati per mezzo di un disegno. In primo piano, le immagini di otto quadranti di orologio circolari, di dimensioni variabili, con orientamenti e orari diversi, sono disposti in modo da sembrare sospesi ai vertici o a punti di intersezione delle strutture geometriche.
L’intricato incrocio di assi lineari e angoli ortogonali, combinato con la dinamica rotatoria degli orologi, l’ambiguità dei piani spaziali e la complicità delle illusioni ottiche genera una situazione percettiva inestricabile, che annulla qualunque punto di riferimento. Gli orologi fra loro incoerenti sospendono il tempo univoco, così come l’incastro di strutture volumetriche mette fuori gioco le coordinate spaziali ordinarie. Dalla logica dei singoli elementi alla labirintica immagine d’insieme, gli artifici della rappresentazione si rendono manifesti in tutta la loro enigmatica peculiarità.
Il titolo riprende quello della poesia di Raymond Queneau inclusa nella cartella grafica.
L’edizione trae origine dal collage documentato nel Catalogo ragionato online delle opere su carta al numero GPC-2220.

Immagine dell’orologio tratta da Samuel Abraham Goudsmit, Robert Clairborne, Quarta dimensione: tempo, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1967, p. 8 (”L’ora ufficiale americana”).

Scheda a cura di Bettina Della Casa e Maddalena Disch, 03/02/2026