Senza titolo, 2017
GPC-1642
Matita e collage su carta
33 x 33 cm
Dedicato e firmato al verso, al centro: “a Maria Rosa Tallone, / con la viva ammirazione / di Giulio Paolini”
Collezione privata, Torino
L’immagine al centro del foglio riproduce due volte il particolare delle mani di Emily Dickinson. Le mani in primo piano trattengono un frammento a stampa con la prima quartina della sua poesia “I’m Nobody! Who are you?” (Io sono Nessuno! Tu chi sei?, 1891), mentre le mani in secondo piano restano seminascoste. Dal centro verso l’esterno un disegno di quadrati in espansione fa eco alla duplicazione dell’immagine fotografica, mentre alcuni riquadri rettangolari in ordine sparso moltiplicano il foglio con il testo.
Il titolo, che inteso alla lettera riassume in estrema sintesi la composizione dell’immagine – da Uno (il dato di partenza delle mani) a Due (il raddoppiamento dell’Uno) a Centomila (la moltiplicazione potenzialmente illimitata) – rende un implicito omaggio non solo all’idea di spersonalizzazione formulata dalla poetessa statunitense (”Io sono nessuno”), ma anche alla poetica di uno degli scrittori più cari a Paolini, Luigi Pirandello. Nel titolo risuona infatti l’ultimo romanzo dell’autore siciliano, Uno, nessuno e centomila (1926), in cui il protagonista è uno, tanti e nello stesso tempo nessuno1. Nell’universo paoliniano, la frammentazione dell’io, la rinuncia a ogni identità, l’annullamento e la sparizione interessano la figura dell’autore, il suo essere “fuori”: dal mondo, dalla vita e da sé stesso, nonché fuori dall’opera.
L’opera costituisce il collage originale dell’edizione grafica dallo stesso titolo, realizzata nel medesimo anno e documentata nel Catalogo ragionato online delle edizioni e dei multipli al numero GPE-0136.
1 Il titolo pirandelliano ricompare anche nell’opera su carta Uno, nessuno, centomila, realizzata nel 2023, che ha quale protagonista lo stesso Luigi Pirandello (GPC-2266).
William C. North, Emily Dickinson, 1847, dagherrotipo, Amherst College, Massachussets.