Contemplator enim, 1992
GPO-0694
Incisione e pittura a smalto su plexiglas, riproduzione fotografica su pellicola trasparente applicata su plexiglas
Sette elementi 275 x 120 cm ciascuno, misure complessive variabili
Collezione dell'artista
L’allestimento è definito dall’artista di volta in volta, in base alla situazione espositiva. Può includere uno o più esemplari, disposti lungo le diagonali dell’ambiente: nel caso di più esemplari, il punto di intersezione centrale viene a coincidere con il centro della stanza.
Secondo la situazione, la struttura può essere allestita con un numero variabile di ante, a partire da un minimo di tre.
• 1992, Milano, Galleria Stein: un esemplare, con sette ante, bianco fosforescente; accompagnato da tele dello stesso formato dei riquadri vuoti, allestite in parte in corrispondenza dei ritagli vuoti, in parte a terra contro le ante del paravento o associate alle altre opere in mostra.
• 1992, Parigi, Galerie Yvon Lambert: un esemplare, con sette ante, colori dell’iride; accompagnato da lastre di plexiglas dello stesso formato dei riquadri vuoti, appoggiate alle ante della struttura, sparse tutt’intorno o associate alle altre opere in mostra.
• 1994, Amiens, Musée des Beaux-Arts: un esemplare, con sette ante, colori dell’iride; accompagnato da ventotto tele dello stesso formato dei riquadri vuoti, alcune allestite a ridosso della struttura, mentre le altre in ordine sparso sulle pareti del Grand Salon del Musée des Beaux-Arts, come "inventario" di possibili varianti dei quattordici dipinti antichi esposti nella sala del museo. Ciascuna tela recava un disegno di riquadri abbinati in vario modo, inteso come immagine dell'assieme di quadri di cui era un elemento.
• 1995, New York, Marian Goodman Gallery: un esemplare, con sette ante, colori dell’iride; accompagnato da lastre di plexiglas dello stesso formato dei riquadri vuoti, appoggiate alle ante della struttura, sparse tutt’intorno o associate alle altre opere in mostra.
• 1995, Mira, Villa Widman Foscari: un esemplare, con cinque ante, bianco fosforescente; accompagnato da cinque tele dello stesso formato dei riquadri vuoti, allestite in parte in corrispondenza dei ritagli vuoti, in parte a terra contro le ante del paravento.
• 1995, Seul, The National Museum of Contemporary Art: un esemplare, con sette ante, colori dell’iride; accompagnato da lastre di plexiglas dello stesso formato dei riquadri vuoti, appoggiate alle ante della struttura, sparse tutt’intorno o associate alle altre opere in mostra.
• 1998, Graz, Neue Galerie: due esemplari, con sette ante ciascuno, bianco fosforescente e colori dell’iride; disposti lungo le diagonali dell’”isola”, attorniati da numerose altre opere.
• 1999, Torino, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea: due esemplari, con sette ante ciascuno, bianco fosforescente e colori dell’iride; disposti lungo le diagonali dell’”isola”, attorniati da numerose altre opere.
• 2005 Winterthur, Kunstmuseum: un esemplare, con cinque ante, bianco fosforescente; accompagnato da cinque lastre di plexiglas dello stesso formato dei riquadri vuoti, allestiti ai piedi su entrambi i lati della struttura. L’allestimento non osserva la collocazione lungo la diagonale dell’ambiente per mancanza di spazio.
• 2008, Roma, Auditorium: alcune ante dell’esemplare colori dell’iride e ante con valletti prese in prestito dall’esemplare bianco fosforescente; allestite in ordine discontinuo e accompagnate da altre opere e materiali tutt’intorno.
• 2013, Roma, MACRO e 2014, Londra, Whitechapel Gallery: un esemplare di otto ante (vista la lunghezza della sala; colori dell'iride – rosso [primo valletto], verde, giallo, blu, arancio, viola [secondo valletto] – e un’anta presa in prestito dall’esemplare bianco fosforescente [inserita tra le ante nei colori arancio e viola]) e un esemplare di soli quattro elementi (sala stretta; bianco fosforescente), intersecati lungo gli assi mediani dell’ambiente; accompagnati da altre opere.
• 2016, Milano, Galleria Stein: un esemplare, con tre ante, bianco fosforescente; allestito come parte integrante dell’installazione Fine.
• 2017, Napoli, Museo di Capodimonte: un esemplare, con cinque ante, bianco fosforescente; allestito insieme a un dattiloscritto posato su un tavolo da gioco in prestito dalla collezione del museo e a un intervento a matita su una delle pareti dell’ambiente espositivo.
• 2025, Codroipo, Villa Manin: un esemplare, con sette ante, colori dell’iride, senza altri elementi o opere.
Sette elementi di plexiglas con inciso lungo i lati il profilo di una mezza colonna sono uniti a paravento, in modo che nell’insieme le incisioni evocano l’immagine di un colonnato. Sulle ante situate alle due estremità è applicata la riproduzione a colori, in grandezza al vero, di un valletto. L’oggetto che le due figure sembrano trattenere coincide con un riquadro vuoto, ripetuto al centro di ciascun elemento del “paravento”; il profilo dei quadrati ritagliati è dipinto a smalto, in una colorazione diversa in ciascuno dei quattro esemplari in cui l’opera è stata realizzata (bianco fosforescente, oro, gamma dal bianco al nero, colori dell'iride).
La locuzione latina del titolo – “osserva dunque” – è desunta da un passaggio del De rerum natura di Lucrezio, in cui lo sguardo è invitato a contemplare il movimento degli atomi catturati nel fascio di luce di alcuni raggi di sole filtrati in una stanza buia1.
Il valet de chambre, ripreso dall’iconografia teatrale settecentesca e introdotto nel 1983-84 in forma di silhouette (cfr. GPO-0507) e dal 1985 utilizzato anche in versione fotografica, rappresenta un personaggio particolarmente significativo nella poetica paoliniana. Il gesto dell’offrire o porgere che definisce il valletto corrisponde simbolicamente per Paolini all’atto stesso della rappresentazione, intesa come dispositivo che offre allo sguardo la costruzione di un’immagine. I valletti anonimi e distaccati rinviano anche al ruolo che Paolini attribuisce all’autore: anziché inventare o dimostrare qualcosa, quest’ultimo si limita a elevare il gesto dell’offerta a soggetto stesso dell’opera. Attraverso la controfigura del valletto, l’autore esce di scena per sedersi in platea e assumere le vesti dello spettatore, che di fronte all’opera si pone in attesa o in ascolto, per attendere all’offerta che essa annuncia al suo sguardo e che il gesto del valletto evidenzia.
In questo senso, Contemplator enim è considerato dall’artista non tanto un’opera a pieno titolo, quanto piuttosto una sorta di “sipario”, che definisce lo spazio espositivo nei termini di un palcoscenico sul quale hanno luogo altri “eventi” (altri lavori o elementi materiali). Il primo progetto di allestimento, mai realizzato, prevedeva la disposizione dei quattro esemplari secondo la squadratura di Disegno geometrico (GPO-0001), con due strutture in corrispondenza delle diagonali e due delle linee mediane2. Secondo la situazione espositiva, l’allestimento prevede la collocazione di un unico esemplare lungo una diagonale dell’ambiente, oppure di più esemplari, intersecati lungo le diagonali, in modo che il punto di incrocio coincida con il centro della stanza.
1 Lucrezio, De rerum natura, libro II, v. 114 sgg.
2 Cfr. al riguardo Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, catalogo della mostra, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Graz, Cantz Verlag, Ostfildern-Ruit 1998, pp. 175-179 (ripubblicato in italiano in Giulio Paolini. Da oggi a ieri, catalogo della mostra, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino, Hopefulmonster, Torino 1999, pp. 33-35).
Titolo tratto da Lucrezio, De rerum natura, libro II, versi 114-115 (“Contemplator enim, cum solis lumina cumque inserti fundunt radii per opaca domorum” / “Osserva quando s’infiltrano in una camera buia e vi portano la luce i raggi del sole”).
| 1992-93 | Milano, Galleria Christian Stein, Giulio Paolini, 27 ottobre 1992 - 24 febbraio 1993; esemplare bianco fosforescente. |
| 1992 | Parigi, Galerie Yvon Lambert, Giulio Paolini, 28 novembre - 24 dicembre; esemplare colori dell’iride. |
| 1994 | Amiens, Musée de Picardie, Le modèle, le double, l’identique, 25 giugno - 16 ottobre, citato come esposto p. 45, ripr. col. p. 26 (veduta dell’opera in mostra); esemplare colori dell’iride. |
| 1995 | New York, Marian Goodman Gallery, Giulio Paolini, 7 gennaio - 4 febbraio; esemplare colori dell’iride. |
| 1995 | Mira, Riviera del Brenta, Villa Widmann Foscari, Itinerario. Giulio Paolini, Domenico Bianchi, Bernhard Rüdiger, 8 giugno - 18 luglio, vol. Itinerario, citato come esposto p. 34, ripr. pp. 18-19 (vedute dell’opera in mostra); esemplare bianco fosforescente. |
| 1995-96 | Seul, The National Museum of Contemporary Art, Tradition and Innovation: Italian Art since 1945, 12 settembre 1995 - 23 gennaio 1996, citato come esposto, ripr. col. pp. 46-47 (veduta espositiva New York 1995); esemplare colori dell’iride. |
| 1998 | Graz, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, 4 aprile - 31 maggio, citato come esposto p. 182 nn. 11-14 (dati riferiti al progetto iniziale non realizzato), ripr. col. p. 300 (veduta espositiva Mira 1995); esemplari bianco fosforescente e colori dell’iride. |
| 1999 | Torino, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Giulio Paolini. Da oggi a ieri, 8 maggio - 25 luglio, citato come esposto p. 38 n. 40 (dati riferiti al progetto iniziale non realizzato), ripr. col. pp. 96-97 (veduta espositiva Graz 1998), 114-117 (vedute dell’opera in mostra); esemplari bianco fosforescente e colori dell’iride. |
| 2005 | Winterthur, Kunstmuseum Winterthur, Giulio Paolini. Esposizione universale, 23 aprile - 24 giugno, citato come esposto p. 87 n. 16, ripr. col. s.p. (veduta dell’opera in mostra), riferimento nel testo di D. Schwarz p. 23; esemplare bianco fosforescente. |
| 2008 | Roma, Spazio Risonanze, Auditorium Parco della Musica, Risonanze #2. Giulio Paolini & Fabio Vacchi, 9 maggio - 15 giugno, non ripr.; elementi di esemplari diversi, allestiti a formare tre distinti “paraventi” (esemplare colori dell’iride ed elementi con valletti dell’esemplare bianco fosforescente). |
| 2013-14 | Roma, MACRO Museo d'arte contemporanea Roma, Giulio Paolini. Essere o non essere, 29 novembre 2013 - 9 marzo 2014, itinerante: Londra, Whitechapel Gallery, 9 luglio - 14 settembre 2014, citato come esposto pp. 154 (per Roma) / 155 (per Londra), ripr. col. pp. 120-121 (vedute dell'opera in mostra a Roma), scheda di M. Disch p. 128 (italiano) / 128-129 (inglese), riferimenti nella prefazione di I. Blazwick p. 12 (italiano) / 14 (inglese) e nei testi di B. Pietromarchi pp. 37-38 (italiano) / 41 (inglese); ripr. col. nella guida alla mostra realizzata dal MACRO p. 31 (veduta espositiva Winterthur 2005), scheda di M. Disch pp. 30-31 (italiano e inglese); esemplari bianco fosforescente e colori dell'iride. |
| 2016-17 | Milano, Galleria Christian Stein, Giulio Paolini. Fine, 10 novembre 2016 - 29 aprile 2017, ripr. col. pp. 88-89, 91-93 (vedute dell’opera in mostra); esemplare bianco fosforescente, allestito come parte integrante dell’opera Fine, 2016. |
| 2017-18 | Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Carta Bianca. Capodimonte Imaginaire, 12 dicembre 2017 – 11 novembre 2018, ripr. col. (cartolina sciolta, veduta dell’opera in mostra, con particolare); esemplare bianco fosforescente. |
| 2025 | Codroipo, Villa Manin, Architetture trasparenti, 8 giugno - 26 ottobre, ripr. col. pp. 65, 66-67 (vedute dell’opera in mostra), riferimento nel testo di G. Comis pp. 9 (italiano) / 11 (inglese) e in un testo anonimo p. 64; esemplare colori dell’iride. |
| • | G. Paolini, Koh-I-Noor, in Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, catalogo della mostra, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Graz, Cantz Verlag, Ostfildern-Ruit 1998, pp. 175-179. |
| • | Inside Out - Museo Città Eventi, catalogo della mostra, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato, Edizioni Charta, Milano 1993, ripr. col. p. 52 (veduta espositiva Milano 1992). |
| • | D. Scudero, È il mondo che gira, in “Opening”, n. 22, Roma, marzo 1994, ripr. s.p. (veduta espositiva Parigi 1992). |
| • | L. Marucci, Giulio Paolini, in “Juliet Art Magazine”, a. XV, n. 67, Trieste, aprile 1994, ripr. p. 33 (veduta espositiva Parigi 1992). |
| • | M. Bouisset, Arte Povera, Éditions du Regard, Parigi 1994, ripr. p. 110 (veduta espositiva Parigi 1992). |
| • | E. Ercoli, Intervista a Giulio Paolini, in “Next”, n. 35, Roma, autunno-inverno 1995, ripr. b/n p. 14, ripr. col. in copertina (veduta espositiva Mira 1995). |
| • | XLVII Esposizione Internazionale d’Arte. Catalogo generale, catalogo della mostra, La Biennale di Venezia, Electa, Milano 1997, ripr. col. pp. 212-213 (veduta espositiva Mira 1995). |
| • | Artmonie. Architettura e scultura negli spazi pubblici, catalogo della mostra, Castel Ivano, Ivano Fracena, Trento 1997, ripr. p. 66 (veduta espositiva Mira 1995). |
| • | Giulio Paolini. Premio Internazionale Koinè 2000 alla carriera, catalogo della mostra, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Palazzo Forti, Verona, Electa, Milano 2001, ripr. col. pp. 58-59 (veduta espositiva Torino 1999). |
| • | Giulio Paolini. Esposizione Universale, servizio fotografico dell’esposizione personale Winterthur 2005, in “Lotus”, n. 125, Milano, settembre 2005, ripr. col. pp. 70, 71 (con particolari). |
| • | G. Paolini, Quattro passi. Nel museo senza muse, Giulio Einaudi editore, Torino 2006, tavola n. X (veduta espositiva Graz 1998). |
| • | 30/40. A Selection of Forty Artists from Thirty Years of Exhibitions at Marian Goodman Gallery, catalogo della mostra, Marian Goodman Gallery, New York 2007, ripr. col. p. 247 (veduta espositiva New York 1995). |
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 694, pp. 708-709, ripr. (veduta espositiva Mira 1995) e ripr. col. (veduta espositiva Milano 1992). |
| • | Collezione Christian Stein. Una storia dell'arte italiana / A History of Italian Art, IVAM Institut Valencià d'Art Modern, Valencia e Museo Cantonale d'Arte, Lugano, Mondadori Electa, Milano 2010, ripr. col. p. 319 (veduta espositiva Milano 1992). |
| • | G. Celant, Arte Povera. Storia e storie, Mondadori Electa, Milano 2011, ripr. col. p. 221 (veduta espositiva Milano 1992). |
| • | Ragione e furore. Lucrezio nell’Italia contemporanea, a cura di F. Citti e D. Pellacani, Edizioni Pendragon, Bologna 2020, pp. LV-LVI, non ripr. |
| • | Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, ripr. col. pp. 227 (veduta espositiva Graz 1998), 231 (veduta espositiva Torino 1999), 267 (veduta espositiva Roma 2013). |