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Anni luce, 1999

GPO-0830

Collage su riproduzione fotostatica rifilata a passe-partout in teca di plexiglas, collage su parete

Teca 106 x 106 cm, misure complessive 150 x 196 cm

Collezione privata, Brescia

L’opera basata su un ribaltamento percettivo si compone della riproduzione del disegno di una stanza vista dall’alto, in cui il pavimento coincide, paradossalmente, con l’immagine a colori di un cielo stellato. L’effetto trompe-l’œil è rafforzato dai riquadri di carta da disegno, sparsi dall’esterno della stanza virtuale verso il centro dell’immagine, fino a perdersi a una distanza di “anni luce” dal nostro sguardo (in corrispondenza dei quadri alle pareti, sei dei quali sono ritagliati, gli elementi di carta si alternano a particolari fotografici del cielo notturno). Nello stesso tempo, la fuga prospettica converge, al centro dell’immagine siderale, in un’apertura “cieca” che lascia intravedere il muro, l’unica dimensione che riusciamo a toccare “a occhio nudo”.

M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 830, p. 854, ripr. col.
E. Volpato, Iconografie della malinconia, in Collezioni. Volume terzo: Allestimento 2011-2013, a cura di D. Eccher, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino, Umberto Allemandi & C., Torino 2012, pp. 210, 211, ripr. p. 209.
Scheda a cura di Maddalena Disch , 23/04/2026