Che ora è?, 1998-99
GPO-0828
Riproduzione fotostatica rifilata a passe-partout in teca di plexiglas, collage su parete
Teca 41 x 41 cm, misure complessive 75 x 75 cm
Opera non più esistente
L’immagine nella teca di plexiglas, rifilata a passe-partout, riproduce il disegno di una stanza vista dall’alto con dodici (ri)quadri, sei dei quali sono ritagliati e lasciano intravedere porzioni di muro. In corrispondenza del vano centrale della teca è applicata sulla parete la riproduzione fotostatica del disegno di una mano intenta a indicare con la punta di una matita il centro dell’orologio al polso dell’altra mano. L’orologio determina la numerazione in senso orario da 1 a 12, iscritta a matita sui quadri della stanza virtuale oppure, laddove il numero cade in corrispondenza di un riquadro ritagliato, sugli elementi di carta bianca sparsi sulla parete (il formato trapezoidale e le dimensioni osservano le regole della vertiginosa visione dall’alto).
Come suggerisce il titolo, l’opera costituisce una sorta di orologio: “l’enigma dell’ora” allude alla ricerca dell’istante, incommensurabilmente lontano, in cui la mano intenta a disegnare giunge a toccare il miracolo di un disegno compiuto.
| 1999 | Londra, Lisson Gallery, Giulio Paolini. Stanze, 16 aprile - 22 maggio. |
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 828, p. 852, ripr. col. |