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Studio per “Osservatorio”, 1988

GPC-0989

Collage su stampa fotografica

60 x 94 cm

Firmato, titolato e datato al verso, in alto a sinistra: “Giulio Paolini / Studio per / “Osservatorio” / 1988”

Collezione privata, Torino

L’immagine fotografica presenta due identiche vedute, fra loro speculari, della Veranda di Villa Pignatelli a Napoli, con l’opera di Paolini intitolata Caleidoscopio, 1976 (GPO-0323) in dialogo con la doppia fila di colonne che delimita la Veranda verso il giardino1. La duplicazione speculare i questa immagine genera una fuga prospettica, che sullo sfondo converge nell’incrocio degli sguardi delle due sculture neoclassiche raffiguranti una Venere2. La contrapposizione delle due figure è posta in risalto dal ritaglio circolare, praticato nell’immagine della Venere dei Medici collocata in primo piano; la parte ritagliata della scultura è dislocata a sinistra, in modo che lo sguardo della figura sia orientato verso l’altra metà di sé stessa. Gli altri quattro tondi, distribuiti in ordine sparso sulla duplice veduta della Veranda, riproducono motivi legati allo sguardo e alla visione3.
Il caleidoscopico gioco di sguardi e colonne che si duplicano e si rispecchiano – ispirato alla succitata opera
Caleidoscopio, in cui due semicolonne fra loro capovolte, posate su una lastra specchiante, si riflettono nell’immagine rovesciata di sé stesse – genera un vero e proprio teatro della visione. Un osservatorio, come recita il titolo, in cui lo sguardo si trova a osservare sé stesso, a interrogare il fenomeno della visione.
Il tema dell’edizione trova un riscontro nell’opera omonima di grande formato, realizzata nello stesso anno (GPO-0629).
L’opera costituisce il collage originale dell’edizione grafica dallo stesso titolo, realizzata nel medesimo anno e documentata nel Catalogo ragionato online delle edizioni e dei multipli al numero GPE-0065.

1 La fotografia è stata scattata da Paolo Mussat Sartor durante l’esposizione personale di Paolini a Villa Pignatelli nel 1978.
2 La scultura ottocentesca, esposta in permanenza nella Veranda, che si ritrova a guardare una copia di sé stessa richiama la Mimesi di Paolini con il calco della Venere dei Medici (GPO-0330), raffigurata nell’immagine scomposta in primo piano.
3 Nell’ordine, da sinistra verso destra: lo schema della formazione di un’immagine sulla retina (desunto da un trattato seicentesco), il disegno di una figura intenta a osservare una colonna (tratto da un manuale di disegno o di prospettiva), un’incisione tardo settecentesca raffigurante l’interno del teatro progettato da Claude Nicolas Ledoux per Besançon riflesso in un occhio, e all’estrema destra il disegno di un occhio e dell’angolo visuale.

Schema della formazione di un’immagine sulla retina: Frans van Schooten, tavola per il trattato di Cartesio, Dioptrique, Leida 1637 (riproduzione tratta da Franco Rella, Immagini e figure del pensiero, in “Rassegna”, n. 9, Electa, Milano 1982).
Occhio: incisione raffigurante l’interno del teatro progettato da Claude Nicolas Ledoux per Besançon (riproduzione tratta da Claude Nicolas Ledoux,
L’Architecture, Parigi 1804, vol. II, p. 113).
Cleomene di Apollodoro, Venere dei Medici, fine I sec. a.C., marmo, h 153 cm, Le Gallerie degli Uffizi, Firenze (riproduzione tratta da Francis Haskell, Nicholas Penny, Taste and the Antique: The Lure of Classical Sculpture 1500-1900, Yale University Press, New Haven, Connecticut 1982, p. 327, fig. 173, “Venus de’ Medici”).

Giulio Paolini, catalogo della mostra, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Arnoldo Mondadori Editore - De Luca Edizioni d’Arte, Milano-Roma 1988, ripr. s.p.
J. Lageira, Giulio Paolini. Ut pictura poesis, in Id., Regard oblique. Essais sur la perception, La Lettre volée, Bruxelles 2013, pp. 111-112, non ripr.
Scheda a cura di Maddalena Disch, 02/02/2026