Tertium non datur, 1986
GPC-1674
Matita e collage su stampa fotografica
50 x 70 cm
Collezione privata, Torino
La veduta in prospettiva di una sala, nella metà inferiore della tavola, e il prospetto di una cancellata a griglia, nella parte superiore, sono correlati attraverso il prolungamento delle direttrici prospettiche. In corrispondenza del punto di fuga si trova l’immagine a colori di un’antica fortezza in rovina, alla quale si sovrappone, in trasparenza, un disegno a griglia sormontato da timpano e volta, che fa eco all’immagine di piccolo formato della facciata di un tempio classico inserito alla base della fortezza.
Il montaggio di soggetti di diversa epoca e di eterogenei elaborati architettonici sembra implicare una sospensione del tempo presente, come suggerisce la locuzione latina del titolo (”una terza cosa non è data”). Gli echi di un lontano passato e la dimensione ipotetica del progetto futuribile escludono un terzo incomodo, ovvero il tempo concreto del presente, verificabile e misurabile.
L’opera costituisce il collage originale dell’edizione grafica dallo stesso titolo, realizzata nel medesimo anno e documentata nel Catalogo ragionato online delle edizioni e dei multipli al numero GPE-1674.
Immagine di sfondo: prospetto della griglia che delimita il giardino (in alto) e sezione della sala riunioni (in basso) dell’Hôtel de Croisilles, Parigi.