Babele, 1989
GPC-1680
Collage su carta
75 x 70 cm
Titolato, firmato e datato al verso, al centro: “ “Babele” / Giulio Paolini / 1989”
Collezione privata, Torino
Sullo sfondo di una veduta marina al tramonto, lacerata e priva della parte corrispondente alla linea d’orizzonte, campeggia la riproduzione del Colosso di Rodi all’ingresso del porto (1679) di Athanasius Kircher, mancante della parte superiore. In corrispondenza del cielo, il bagliore del sole sembra infatti aver provocato la frantumazione del volto, come suggeriscono i particolari dell’immagine deflagrati. Nella parte inferiore, la gigantesca statua è coniugata con l’immagine della piramide egizia di Cheope (desunta dalla medesima fonte iconografica seicentesca).
Il Colosso, situato nel porto di Rodi nel III secolo a.C. e come la piramide egizia tra le sette meraviglie del mondo antico, rappresenta il dio Elio, ossia il dio del Sole. E il Sole, notoriamente, non può essere guardato fissamente, come ricorda lo stesso Paolini citando una massima di François de La Rochefoucault in una serie di opere coeve1. Ogni tentativo di sostenere la vista del Sole – in Paolini l’ambito cosmico e i pianeti sono sempre simbolo dell’Assoluto – comporta un’inevitabile disgregazione. Un disordine e una dispersione, come suggerisce il titolo che rimanda all’episodio biblico della torre di Babele (Genesi 11, 1-9), costruita con l’ambizione di toccare il cielo e punita da Dio, il quale generò confusione tra coloro che avevano coltivato tanta superbia.
L’opera costituisce il collage originale dell’edizione grafica dallo stesso titolo, realizzata nel medesimo anno e documentata nel Catalogo ragionato online delle edizioni e dei multipli al numero GPE-0071.
1 Nella primavera 1989 nascono il lavoro di grande formato Ni le soleil ni la mort... (GPO-0637) e un’ampia serie di opere su carta con lo stesso titolo, caratterizzate da un autoritratto disegnato con una puntina da disegno nell’occhio sinistro (cfr. GPC-0752).
Athanasius Kircher, Turris Babel, Jansson-Waesberg, Amsterdam 1679, libro II, sezione III, cap. I, p. 67 (”Barbara Pyramidum fileat miracula Memphis Mortialis”) e cap. IX, p. 89 (”Colossus Solis apud Rhodios”).