Senza titolo, 1966
GPC-0062
Collage su carta
31 x 23 cm
Firmato e datato al verso, in basso al centro: “Giulio Paolini / 1966”
Collezione privata
Al centro del foglio bianco, il frammento lacerato evoca l’artista statunitense Jasper Johns per sineddoche, attraverso il particolare della sua firma.
“Anziché siglare il foglio con il mio nome e cognome, ho preferito farlo firmare a Jasper Johns”1 dichiara Paolini a posteriori, riconoscendo in questo lavoro uno dei primi esempi del suo interesse per la spersonalizzazione della figura dell’autore e per l’intercambiabilità della sua identità.
La firma utilizzata come elemento d’immagine perde la sua funzione convenzionale per diventare soggetto dell’opera: non identifica più un autore, ma mette in gioco la questione medesima dell’autorialità.
Nello stesso tempo, la scelta della firma di Johns rappresenta anche un omaggio a un artista particolarmente stimato da Paolini per la sua indagine intorno alla pittura come linguaggio. Poco più tardi, nel 1967, Paolini realizzerà un secondo omaggio su carta, con un altro particolare prelevato dalla stessa fonte iconografica (GPC-0085).
1 G. Paolini in conversazione con I. Bernardi, 29 ottobre 2012.
Immagine della firma tratta da Leo Steinberg, Jasper Johns, in “Metro”, n. 4-5, maggio 1962, p. 86.
| 1992-93 | Parigi, Galerie Di Meo, Giulio Paolini. Œuvres de 1963 à 1978, 27 novembre 1992 - 30 gennaio 1993, citato come esposto p. 66 n. 10, ripr. col. p. 33. |
| • | I. Bernardi, Giulio Paolini. Opere su carta: un laboratorio gestuale per la percezione dell’immagine, Prinp Editore, Torino 2017, pp. 43, 220, ripr. col. p. 45. |
| • | F. Fergonzi, Una nuova superficie. Jasper Johns e gli artisti italiani 1958-1966, Mondadori Electa, Milano 2019, p. 191, ripr. col. p. 190. |