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Dal “Trionfo della rappresentazione” (cerimoniale: conquista dell’orizzonte), 1987

GPO-0607

Matita, matita rossa e collage su carta

Sei elementi 70 x 100 cm ciascuno, misure complessive 70 x 650 cm

Collezione Cesare e Franca Annibaldi, Torino

I sei elementi incorniciati devono essere allineati in successione orizzontale, a breve distanza uno dall’altro, in modo che la linea mediana rossa corrisponda all’altezza dell’asse ottico.

L’iconografia dei sei elementi accostati a breve distanza converge verso l’area centrale, che coincide con un riquadro bianco lacerato in due parti e squadrato per mezzo delle diagonali rosse (simbolico richiamo al primo quadro dell’artista, Disegno geometrico, 1960, GPO-0001). Gli elementi laterali sono animati da nove valletti in costume d’epoca, concettualmente inscritti lungo le linee di fuga di una costruzione prospettica e nello stesso tempo allineati lungo la linea d’orizzonte, tratteggiata a matita attraverso la successione dei sei elementi incorniciati (all’altezza dello sguardo dello spettatore). I riquadri cartacei di diversa misura sparsi in ciascun elemento e graduati dal bianco al grigio scuro dal centro verso i lati – di volta in volta riprendendo il colore di fondo dell’elemento precedente – disperdono verso i margini del campo visivo la “luce irradiante” di Disegno geometrico.
Il
valet de chambre, ripreso dall’iconografia teatrale settecentesca, introdotto nel 1983-84 in forma di silhouette e dal 1985 utilizzato anche in versione fotografica, rappresenta un personaggio particolarmente significativo nella poetica paoliniana. Il gesto dell’offrire o porgere che definisce il valletto – analogo a quello del presentare e osservare, distintivo di altri personaggi in costume apparsi in opere precedenti – corrisponde simbolicamente per Paolini all’atto stesso della rappresentazione, intesa come dispositivo che offre allo sguardo la costruzione di un’immagine (per esempio attraverso gli artifici della prospettiva). I valletti anonimi e distaccati rinviano anche al ruolo che Paolini attribuisce all’autore: anziché inventare o dimostrare qualcosa, quest’ultimo si limita a elevare il gesto dell’offerta a soggetto stesso dell’opera. Attraverso la controfigura del valletto, l’autore esce di scena per sedersi in platea e assumere le vesti dello spettatore, che di fronte all’opera si pone in attesa o in ascolto, per attendere all’offerta che essa annuncia al suo sguardo e che il gesto del valletto evidenzia. Abdicando al proprio ruolo di creatore, l’autore che si fa spettatore del “teatro” dell’opera d’arte in quanto tale trova modo di porre in risalto e quindi di offrire al nostro sguardo i “miracoli” della rappresentazione stessa, ovvero di celebrarne il “trionfo”.
L’opera si inscrive nel gruppo tematico di lavori avviato nel 1983-84 con
Trionfo della rappresentazione (GPO-0507) e sviluppato in diverse formulazioni fino al 1987 (GPO-0539, GPO-0554, GPO-0562, GPO-0605).

1987 Nantes, Musée des Beaux-Arts, Giulio Paolini, 16 ottobre - 15 dicembre, citato come esposto p. 67 n. 2, ripr. col. pp. 56-57.
1988 Torino, Galleria Christian Stein, Anselmo, Bianchi, Boetti, Fabro, Kounellis, Paolini, Parmiggiani, Penone, Salvadori, Schütte, Zorio, dal 15 ottobre.
1990 Torino, Galleria Christian Stein, Group Show, 10 novembre 1990 - 10 gennaio 1991.
G. Paolini in Giulio Paolini, catalogo della mostra, Studio Marconi, Milano 1984, s.p. (pubblicato per la prima volta come A Project by Giulio Paolini: Triumph of Representation, in “Artforum”, vol. XXII, n. 4, New York, dicembre 1983, p. 43; ripubblicato in riferimento a GPO-0554 in Giulio Paolini. “Tutto qui”, catalogo della mostra, Pinacoteca Comunale, Loggetta Lombardesca, Ravenna, Agenzia Editoriale Essegi, Ravenna 1985, s.p.).
G. Paolini nell’intervista di C. Grenier, Giulio Paolini, in “Flash Art” (edizione francese), n. 3, Milano, primavera, 1984, p. 41 (ripubblicato in italiano in Giulio Paolini. La voce del pittore - Scritti e interviste 1965-1995, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, p. 191, con errori nella fonte bibliografica).
La collection Christian Stein. Un regard sur l’art italien, Le Nouveau Musée, Villeurbanne, Art Édition, Villeurbanne 1992, ripr. col. pp. 198-199, scheda ragionata pp. 295-296.
M. Disch,Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 607, p. 623, ripr. col.
Scheda a cura di Maddalena Disch , 30/01/2026