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GPO-0069

Stampa fotografica applicata su tavola, filo di nylon, tavola di compensato

200 x 160 cm (due elementi: 200 x 160 cm, 38 x 28 cm)

Firmato, datato e titolato al verso della tavola grande, sul riquadro di carta bianca: “Giulio Paolini 1965 / Duepiudue”

Musée Modern Museum, Bruxelles

Dal 1991 al 1999 in prestito presso Musée d’Art Moderne, Bruxelles, acquistato nel 1999, n. inv. 12.048

Al centro di una tavola di compensato cade una tavola più piccola, sospesa con un filo di nylon, sulla quale è applicata una fotografia in bianco e nero che duplica la situazione stessa dei due elementi. Da qui il titolo, che somma le due tavole reali e i due pannelli fotografici.
“La fotografia sul pannello sospeso al centro del pannello più grande è l’immagine di come il quadro si presentava davanti all’obiettivo, riproduce cioè l’immagine stessa che si ha del quadro”
1 spiega Paolini nel 1972. Retrospettivamente, nel 2003, dichiara: “In un certo senso, la fotografia posta al centro del quadro è un vero e proprio certificato di autenticità dell’opera. L’opera è cioè vista e riferita da quell’occhio non mio – dall’obiettivo fotografico, obiettivo per definizione – che a differenza del mio sguardo ha tutta l’autorità per dichiararla esistente e forse addirittura vera2. Con Duepiudue Paolini introduce la fotografia come strumento operativo, non tanto per proporre delle immagini, quanto per parlare dell’immagine in sé. “La fotografia dà modo, allo stesso autore, di ‘assistere’ al quadro: la visione è la cosa già vista dall’obiettivo, l’immagine è la copia critica del vero”3 scrive l’artista nel 1975.
Il tema dei due pannelli sospesi l’uno al centro dell’altro (in questo caso ulteriormente raddoppiati attraverso la fotografia) trova una prima formulazione in un lavoro dell’anno precedente, costituito analogamente da una tavola grezza sospesa al centro di una tavola più grande, a suggerire un quadro sospeso alla parete (GPO-0054).

1 G. Paolini in G. Celant, Giulio Paolini, Sonnabend Press, New York 1972, p. 40 (ripubblicato in Giulio Paolini 1960-1972, a cura di G. Celant, Fondazione Prada, Milano 2003, p. 134), reprint Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (Milano) 2019, p. 40.
2 G. Paolini in conversazione con M. Disch (2003), in M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 1, cat. n. 69, p. 100.
3 G. Paolini nell’intervista di N. Orengo, in “Libri Nuovi”, a. VII, n. 1, Torino, giugno 1975, p. 8 (ripubblicato in Giulio Paolini. La voce del pittore - Scritte e interviste 1965-1995, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, p. 169).

1973 Milano, Studio Marconi, Paolini: opere 1961/73, dal 15 novembre, non ripr.
1986 Charleroi, Palais des Beaux-Arts, Giulio Paolini, 15 febbraio - 30 marzo, non ripr. (catalogo Giulio Paolini. Images / Index, ripreso dall’esposizione personale di Villeurbanne 1984).
1989 Londra, Royal Academy of Arts, Italian Art in the 20th Century. Painting and Sculpture 1980-1988, 14 gennaio - 9 aprile, ripr. p. 423 (fuori catalogo).
G. Paolini in G. Celant, Giulio Paolini, Sonnabend Press, New York 1972, p. 40 (ripubblicato in Giulio Paolini 1960-1972, a cura di Id., Fondazione Prada, Milano 2003, p. 134), reprint Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (Milano) 2019.
G. Paolini nell’intervista di N. Orengo, in “Libri Nuovi”, a. VII, n. 1, Torino, giugno 1975, p. 8 (ripubblicato in Giulio Paolini. La voce del pittore - Scritti e interviste 1965-1995, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, p. 169).
G. Paolini, Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze 1988, p. 185.
G. Paolini in conversazione con M. Disch (2003), in M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 1, cat. n. 69, p. 100.
G. Celant, Giulio Paolini, Sonnabend Press, New York 1972, p. 40, ripr. n. 34 p. 41 (ripubblicato in Giulio Paolini 1960-1972, a cura di Id., Fondazione Prada, Milano 2003, p. 134), reprint Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (Milano) 2019.
G. Celant, Image of the Image, in “Art and artists”, vol. 9, n. 98, Londra, maggio 1974, p. 14, ripr. (ripubblicato in Id., Senza titolo 1974, Bulzoni, Roma 1976, pp. 259-260, ripr. n. 139).
G. Paolini, Idem, Giulio Einaudi editore, Torino 1975, ripr. p. 17; nuova edizione Electa, Milano 2023, ripr. p. 43.
Giulio Paolini, Università di Parma, Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Quaderno n. 30, Parma 1976, ripr. n. 50.
L. Busine, Les Doublures de Giulio Paolini, Edition Lebeer-Hossmann, Bruxelles 1986, ripr. p. 58.
G. Paolini, Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze 1988, ripr. p. 185.
F. Poli, Giulio Paolini, Lindau, Torino 1990, ripr. n. 7.
M. Fagiolo Dell’Arco, Giulio Paolini, “Villa Medici 1331996”, in Giulio Paolini. Correspondances, catalogo della mostra, Accademia di Francia, Villa Medici, Roma, Umberto Allemandi & C., Torino 1996, ripr. p. 43.
Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, catalogo della mostra, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Graz, Cantz Verlag, Ostfildern-Ruit 1998, ripr. p. 203.
C. Christov-Bakargiev, Arte Povera, Phaidon Press Limited, Londra 1999, p. 37, non ripr.
Acquisitions, in Musées royaux des Beaux- Arts de Belgique. Agenda 2000, Bruxelles, luglio-agosto-settembre 2000, ripr. s.p., scheda di F.L.
Giulio Paolini 1960-1972, cit., Milano 2003, ripr. p. 127.
M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 1, cat. n. 69, p. 100, ripr.
Arte povera 2011, a cura di G. Celant, Mondadori Electa, Milano 2011, ripr. n. 478 p. 600.
J. Meinhardt, Vedere ed essere visti. Giulio Paolini e lo sguardo, in S. Bann et al., Giulio Paolini. Vedo e non vedo (In tema, n. 1), Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino, Corraini Edizioni, Mantova 2014, p. 101 (italiano) / 102 (inglese), non ripr.
J. Meinhardt, Giulio Paolini. Senza titolo, 1961 (In collezione, n. 3), Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino, Corraini Edizioni, Mantova 2015, pp. 53, 57 (italiano) / 52, 66 (inglese), ripr. p. 75.
Giulio Paolini. Del Bello ideale, catalogo della mostra, Fondazione Carriero, Milano, Koenig Books, Londra 2019, ripr. vol. 2 p. 4 (l’artista nel suo studio mentre guarda l’opera).
Scheda a cura di Maddalena Disch , 02/02/2026