Studio per “Eco nel vuoto”, 2017
GPC-1623
Matita e collage su carta nera
50 x 50 cm
Titolato, firmato e datato al verso, al centro: “Studio per / “Eco nel vuoto” / Giulio Paolini / 2017”
MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma
Acquistato nel 2018
La superficie ovale bianca, inserita su uno sfondo nero, funge da specchio d’acqua per il Narciso di Caravaggio, che sembra rispecchiarsi in essa. Nello stesso tempo costituisce il “piano di lavoro” del disegnatore settecentesco raffigurato di spalle, intento a tracciare l’arabesco di cerchi che paiono formarsi sul pelo dell’acqua.
La figura di Narciso evoca l’antico mito greco secondo il quale il bellissimo giovane perdutamente innamorato della propria bellezza riflessa nell’acqua morì nel tentativo di toccarla. Analogamente, il disegnatore settecentesco che tenta di fermare in un disegno il presunto riflesso di Narciso è condannato a una visione cieca, che disperde la dimensione ineffabile della Bellezza in un disegno astratto. I due personaggi finiscono per confondersi l’uno nell’altro, i loro destini si corrispondono irrimediabilmente: entrambi rappresentano una controfigura dell’artista, che nell’universo paoliniano è costantemente alla ricerca del Bello, quantunque consapevole della vanità del suo desiderio.
L’opera fa parte di un gruppo di undici studi sul mito di Narciso ideati in concomitanza con il lavoro Eco nel vuoto (2018, GPO-1066), realizzato per la Sala Ovale di Palazzo Barberini a Roma che ospita il Narciso (1597-99) di Caravaggio (cfr. da GPC-1621 a GPC-1625, da GPC-1645 a GPC-1647, GPC-1962, GPC-1963, GPC-1965).
• Figura in alto: Caravaggio, Narciso, 1597-99, olio su tela, 112 x 92 cm, Gallerie Nazionali Barberini Corsini, Roma.
• Figura in basso: Jean-Baptiste-Siméon Chardin, Un jeune écolier qui dessine, 1733-34, olio su tavola, 18 x 15.5 cm, Nationalmuseum, Stoccolma.
| 2021 | L’Aquila, MAXXI L’Aquila, Punto di equilibrio. Pensiero Spazio Luce. Da Toyo Ito a Ettore Spalletti, dal 3 giugno, senza catalogo. |