Studio per “Eco nel vuoto”, 2017
GPC-1625
Matita, matita rossa e collage su carta
33 x 48 cm
Titolato, firmato e datato al verso, al centro: “Studio per / “Eco nel vuoto” / Giulio Paolini / 2017”
MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma
Acquistato nel 2018
La figura scontornata della ninfa Eco è sospesa capovolta sopra il riflesso di Narciso nell’acqua, amplificato dai cerchi concentrici evocati a matita. L’incrocio delle diagonali rosse e degli assi ortogonali – con la verticale che pone in risalto la caduta di Eco – squadra la superficie del foglio da disegno e al tempo stesso richiama la squadratura di Disegno geometrico (1960), il primo quadro di Paolini, nonché matrice concettuale della sua poetica.
L’opera si richiama ai destini tragici di Eco e Narciso, narrati dalla mitologia greca, secondo cui Eco, disperatamente innamorata di Narciso, muore consumata dal dolore per l’amore non corrisposto, mentre Narciso, perdutamente innamorato della propria bellezza riflessa nell’acqua, muore nel tentativo di toccarla. Nelle parole dell’artista: “La figura sospesa e capovolta della ninfa Eco, sfinita dalla vana ricerca di Narciso, precipita nel vuoto finché gli dei non la trasformeranno in roccia. Narciso è scomparso, protagonista assente dalla scena: di lui resta però visibile l’immagine – la parte inferiore del dipinto di Caravaggio – riflessa nello specchio d’acqua”2.
In senso lato, l’opera coniuga i richiami alla mitologia classica con quelli alla “mitologia” personale, evocata attraverso la squadratura di Disegno geometrico (GPO-0001), quadro ideale che sottintende tutte le rappresentazioni immaginabili senza rivelarne alcuna, costantemente riformulato da Paolini. Come Eco e Narciso, che inseguono un desiderio inappagabile, così anche l’Artista si trova a rincorrere invano una dimensione che sfugge a ogni tentativo di definizione e di appropriazione.
L’opera fa parte di un gruppo di undici studi sul mito di Narciso ideati in concomitanza con il lavoro Eco nel vuoto (2018, GPO-1066), realizzato per la Sala Ovale di Palazzo Barberini a Roma che ospita il Narciso (1597-99) di Caravaggio (cfr. da GPC-1621 a GPC-1625, da GPC-1645 a GPC-1647, GPC-1962, GPC-1963, GPC-1965).
1 Eco è desunta dal dipinto Echo (1874) di Alexandre Cabanel, mentre il particolare di Narciso è ripreso dal Narciso (1597-99) di Caravaggio.
2 G. Paolini, da una nota all’opera Eco nel vuoto (2018), maggio 2018.
• Figura in alto: Alexandre Cabanel, Écho, 1874, olio su tela, 97.8 x 66.7 cm, The Metropolitan Museum of Art, New York.
• Figura al centro: Caravaggio, Narciso, 1597-99, olio su tela, 112 x 92 cm, Gallerie Nazionali Barberini Corsini, Roma.
| 2021 | L’Aquila, MAXXI L’Aquila, Punto di equilibrio. Pensiero Spazio Luce. Da Toyo Ito a Ettore Spalletti, dal 3 giugno, senza catalogo. |