Opus Incertum, 1991
GPC-1675
Collage su carta
50 x 70 cm
Titolato, firmato e datato al verso, al centro: “Opus Incertum / Giulio Paolini / 1991”
Collezione privata, Torino
Una moltitudine di cornici dorate, ordinate in file parallele ma sfalsate da una fila all’altra, racchiudono ognuna un frammento fotografico lacerato di un’opera precedente di Paolini. La cornice centrale ospita una riproduzione del particolare dell’occhio sinistro dell’artista con una puntina da disegno in corrispondenza dell’iride, desunto da un autoritratto disegnato1.
Il titolo suggerisce una lettura a due livelli o in due tempi. Da un lato, il significato architettonico della locuzione latina “opus incertum” – una tecnica muraria in uso presso i Romani, costituita dall’accostamento di piccole pietre di taglio irregolare – è richiamato sia attraverso la trama delle cornici sfalsate, evocante in generale una struttura muraria, sia attraverso i piccoli frammenti lacerati che alludono al caratteristico disegno casuale dell’assetto murario costruito con questa tecnica. Dall’altro lato, l’accezione di “opera incerta” è riferita al carattere frammentario dei quadri riuniti in questa singolare quadreria; l’occhio al centro della composizione intercetta solo indizi, echi, frammenti, mentre l’opera che l’autore cerca di avvistare resta inafferrabile nella sua integrità.
L’opera costituisce il collage originale dell’edizione grafica dallo stesso titolo, realizzata nel medesimo anno e documentata nel Catalogo ragionato online delle edizioni e dei multipli al numero GPE-0081.
1 Il volto disegnato, ricalcato da un ritratto scattato dal fotografo Gérard Amséllem nel 1983, è introdotto da Paolini nel proprio lavoro nel 1989 (cfr. tra i quadri GPO-0646, tra le opere su carta a titolo indicativo da GPC-0752 a GPC-0759, GPC-1687, nonché GPC-0807).