Del bello intelligibile. Parte quinta: “Museumsinsel”, 1978-82
GPO-0467
Iscrizione a matita su stampe offset in cornici dorate (con disegno a matita su parete secondo l’allestimento)
Novantuno elementi incorniciati 33 x 24 cm ciascuno, misure complessive variabili
MAM Musée d’Art Moderne de Paris, Parigi
Acquistato nel 2002, n. inv. AMVP 2940
L’allestimento varia secondo la situazione espositiva. A dipendenza dello spazio disponibile contempla la totalità o anche solo una parte degli elementi incorniciati. I componenti possono essere accostati in successione orizzontale continua (secondo la possibilità, a formare il fregio di un tempio ideale evocato da una serie di colonne antiche, delineate sulla parete a grandezza naturale). Oppure possono essere alternati a riquadri lineari delle medesime dimensioni, in modo da comporre una sequenza orizzontale discontinua in alto sulla parete oppure una trama a piena parete, intervallata da vuoti. O ancora, possono essere allineati a formare grandi cornici vuote, integrate o meno con un disegno di riquadri sparsi in parte all’interno e in parte all’esterno.
• 1978, Parigi, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris: parti I, II e III; elementi accostati a formare il fregio di un tempio ideale, evocato da una serie di colonne antiche, delineate sulla parete a grandezza naturale.
• 1981, Torino, Mole Antonelliana: parti I, II, III e IV; elementi accostati a formare il fregio di un tempio ideale, evocato da una serie di colonne delineate sulla parete a grandezza naturale, riprese dalla facciata esterna della Mole Antonelliana.
• 1982, Bielefeld, Kunsthalle e Wuppertal, Von der Heydt-Museum: parti I, II, III e IV; elementi disposti a formare grandi cornici vuote.
• 1982, Kassel, Documenta: parte IV; elementi disposti su due pareti contrapposte: da un lato, accostati a formare una grande cornice, dall’altro, allestiti in ordine sparso sulla parete; su entrambe le pareti, gli elementi sono alternati o integrati con un disegno di riquadri (nel caso della cornice, in parte all’interno e in parte all’esterno della stessa).
• 1982, Berlino, Neuer Berliner Kunstverein: parte V; elementi sparsi al suolo, sul mantello dorato di una figura disegnata sulla parete ripresa da un dipinto di Watteau.
• 1984, Villeurbanne, Le Nouveau Musée: parte IV; elementi distribuiti su almeno due pareti, a tutt’altezza, in alternanza a riquadri lineari delle stesse dimensioni a formare una trama intervallata da vuoti.
• 1986, Charleroi, Palais des Beaux-Arts: parte IV; elementi alternati a riquadri lineari delle medesime dimensioni, in modo da comporre una sequenza orizzontale discontinua in alto sulla parete.
• 1986, Stoccarda, Staatsgalerie: parte V; elementi accostati a formare il fregio di un tempio ideale, evocato da una serie di colonne antiche, delineate sulla parete a grandezza naturale.
• 1988, Roma, GNAM: parte I; elementi accostati a formare un lungo fregio, senza colonne disegnate.
• 2002, Parigi, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris: parti I, III e V; elementi accostati a formare il fregio di un tempio ideale, evocato da una serie di colonne antiche, delineate a grandezza naturale nelle nicchie della Rotonda al piano inferiore del museo.
• 2006, Parigi, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (in occasione della riapertura di alcune stanze restaurate): parti I, III e V; elementi accostati a formare il fregio di un tempio ideale, evocato da una serie di colonne antiche, delineate in grandezza naturale sulle pareti di uno spazio ovale al piano inferiore del museo; sulla parete sinistra parte I (65 elementi dal primo al sessantacinquesimo nell’ordine della loro numerazione), sulla parete destra parte V (65 elementi), sulla parete curva parte III (15 elementi).
Del bello intelligibile è il titolo generale di un ciclo costituito da cinque lavori, realizzati fra il 1978 e il 1982 (GPO-0401, GPO-0402, GPO-0403, GPO-0448, GPO-0467). Ciascun lavoro si compone di un determinato numero di litografie stampate in oro e incorniciate in cornici dorate, che ripetono ognuna un medesimo mosaico di minuscole riproduzioni fotografiche, siglato però di volta in volta con una diversa didascalia, iscritta a matita e riferita man mano a una delle piccole immagini che lo costituiscono, in modo che nell’insieme le iscrizioni ricompongono a parole il mosaico fotografico. Da un lavoro all’altro cambiano i soggetti delle riproduzioni fotografiche e il numero delle stampe incorniciate, sempre definito da quello dei tasselli del mosaico.
Ispirato da un’intenzione di regesto sublime dell’itinerario universale della storia dell’arte1, Del bello intelligibile rifrange la visione dell’opera in una moltitudine di immagini illeggibili, in una scenografia di riflessi dorati. “L’oro richiama l’oggetto mitico, inscrive il sublime; è l’indicazione elementare dell’omaggio all’imponderabile tendente all’assoluto”2 dichiara l’artista. E a proposito dell’intelligibilità del bello – il titolo del ciclo è ripreso da Plotino (Enneadi, V, 8) – Paolini scrive: “L’intelligibilità è una finestra alla quale l’opera si affaccia ma che poi sembra socchiudersi subito dopo o comunque non aprirsi del tutto”3.
L’allestimento varia secondo la situazione espositiva e a dipendenza dallo spazio disponibile contempla la totalità o anche solo una parte degli elementi incorniciati. Nella prima presentazione di Del bello intelligibile a Parigi nel 1978, Paolini ha accostato i componenti delle prime tre parti del ciclo a formare il fregio di un tempio ideale, evocato da una serie di colonne antiche, delineate sulla parete a grandezza naturale (allestimento ripetuto con un numero diverso di elementi a Torino nel 1981 e a Stoccarda nel 1986). Due forme alternative di allestimento hanno visto i componenti disposti a fregio, senza il disegno delle colonne, oppure accostati a formare grandi cornici vuote (Bielefeld e Wuppertal 1982), talora integrate con un disegno di riquadri distribuiti in parte all’interno e in parte all’esterno (Kassel 1982).
Nel quinto e ultimo segmento, il mosaico fotografico riunisce novantuno vedute interne o esterne di musei internazionali ed è siglato di volta in volta con il nome di uno dei musei. Il sottotitolo rinvia ai musei di Berlino situati nell’”Isola dei Musei”. Nelle parole dell’artista: “Le immagini di un viaggio rinviano ad un viaggio ulteriore: nel luogo dell’opera”4.
Per la presentazione di questa parte a Berlino nel 1982, Paolini ha ideato un allestimento particolare che vedeva gli elementi incorniciati sparsi a terra, sullo strascico del manto dorato di una figura maschile – ripresa dalla replica berlinese dell’Embarquement pour Cythère (1718) di Jean-Antoine Watteau – delineata sulla superficie di una porta.
1 G. Paolini in conversazione con B. Corà (4 febbraio 1996) in Dopopaesaggio. Figure e misure del giardino, a cura di M. Scotini e L. Vecere, Associazione Culturale Castello di Santa Maria Novella, Maschietto & Musolino, Siena 1996, p. 96. L’idea del regesto e soprattutto di un “tempio” della pittura di tutti i tempi si rifà tra l’altro all’Idea del tempio della Pittura di G.P. Lomazzo (1590), a cui Paolini si era interessato all’epoca. Riguardo al tema del regesto di opere si veda anche il ciclo Idem (GPO-0244).
2 G. Paolini nell’intervista di C. Grenier, in “Flash Art” (edizione francese), n. 3, Milano, primavera, 1984, p. 40 (ripubblicato in Giulio Paolini. La voce del pittore - Scritti e interviste 1965-1995, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, p. 189, con errori nella fonte bibliografica).
3 G. Paolini, La verità in quattro righe e novantacinque voci, Giulio Einaudi editore, Torino 1996, p. 103 (voce “Intelligibilità”).
4 G. Paolini in Giulio Paolini. Del bello intelligibile, catalogo della mostra, Kunsthalle Bielefeld, Bielefeld 1982, p. 79.
Titolo tratto da Plotino, Enneadi (V, 8).
| 1982 | Bielefeld, Kunsthalle Bielefeld, Giulio Paolini. Del bello intelligibile, 7 marzo - 25 aprile, itinerante: Wuppertal, Von der Heydt-Museum, 4 maggio - 13 giugno; Berlino, Neuer Berliner Kunstverein, 13 agosto - 11 settembre, ripr. col. pp. 79-95, testo di E. Franz sul ciclo Del bello intelligibile pp. 4-10; a Bielefeld e Wuppertal allestimento in forma di cornici di varie dimensioni, proporzionate alle pareti espositive (cfr. al riguardo la nota di E. Franz p. 119); a Berlino allestimento al suolo, con disegno di figura a parete e con tessuto dorato. |
| 1986 | Stoccarda, Staatsgalerie Stuttgart, Giulio Paolini, 20 settembre - 2 novembre, citato come esposto vol. 4 p. 52 n. 34, ripr. col. vol. 4 p. 39 (particolare), ripr. vol. 1 in quarta di copertina (veduta dell’opera in mostra), riferimento nel testo di M. Scholz- Hänsel vol. 2 p. 8; allestimento con disegno di colonne. |
| 2002-03 | Parigi, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, allestimento della collezione; autunno 2002 - autunno 2003; allestimento a fregio con disegno di colonne, ideato dall’artista per le nicchie della Rotonda al piano inferiore del museo. |
| 2006-08 | Parigi, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, allestimento della collezione; dal 2 febbraio; allestimento a fregio con disegno di colonne, ideato dall’artista per una stanza a pianta ovale al piano inferiore del museo. |
| • | G. Paolini in Giulio Paolini. Del bello intelligibile, catalogo della mostra, Kunsthalle Bielefeld, Bielefeld 1982, pp. 27, 29, 45, 53, 71, 79, 97, 109 (nota relativa all’intero ciclo, in italiano e in tedesco; ripubblicato in italiano in Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Images/Index, pp. 94-95, 96, 100; in francese in “Pratiques. Réflexions sur l’Art”, n. 2, Rennes, autunno 1996, pp. 29-33). |
| • | G. Paolini, La verità in quattro righe e novantacinque voci, Giulio Einaudi editore, Torino 1996, p. 103 (voce “Intelligibilità”). |
| • | Giulio Paolini, Le Nouveau Musée, Villeurbanne 1984, vol. Images/Index, pp. 91-100 (studi e documentazione relativi all’intero ciclo Del bello intelligibile), ripr. p. 95 (particolare). |
| • | L. Rogozinski, La position crépusculaire. Notes sur l’art italien d’aujourd’hui, in “Parachute”, n. 34, Montréal, marzo-aprile-maggio 1984, pp. 8-10 (in generale sul ciclo Del bello intelligibile), non ripr. |
| • | J.L. Maubant, Giulio Paolini ou le triomphe de la mélancolie, in Paolini. Melanconia ermetica, catalogo della mostra, Galerie Maeght Lelong, Parigi 1985, pp. 9-10 (in generale sul ciclo Del bello intelligibile), non ripr. |
| • | G. Inboden, Giulio Paolini - Triumph des Modells der Repräsentation, in Giulio Paolini, catalogo della mostra, Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda 1986, vol. 1, pp. 25-26 (in generale sul ciclo Del bello intelligibile), non ripr. |
| • | M. Scholz-Hänsel, Das imaginäre Museum Giulio Paolinis, in Giulio Paolini, catalogo della mostra, Staatsgalerie Stuttgart, Stoccarda 1986, vol. 2, pp. 12-14, 16 (in generale sul ciclo Del bello intelligibile), ripr. p. 8 (particolare). |
| • | F. Poli, Note di lettura, in Id., Giulio Paolini, Lindau, Torino 1990, p. 36 (in generale sul ciclo Del bello intelligibile; ripubblicato in Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, catalogo della mostra, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Graz, Cantz Verlag, Ostfildern-Ruit 1998, p. 59), non ripr. |
| • | Avanguardie in Piemonte 1960-1990, catalogo della mostra, Palazzo Cuttica, Alessandria, Lindau, Torino 1992, ripr. col. s.p. (veduta espositiva Berlino 1982). |
| • | F. Poli, Giulio Paolini, in Giulio Paolini al Palazzo della Ragione, catalogo della mostra, Salone del Palazzo della Ragione, Padova, Fabbri Editori, Milano 1995, p. 33 (in generale sul ciclo Del bello intelligibile), non ripr. |
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Hors-d’œuvre, in Giulio Paolini. La voce del pittore - Scritti e interviste 1965-1995, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, p. 131 (in generale sul ciclo Del bello intelligibile), non ripr. |
| • | E. Franz, Visibilité du général. Une description de “Del Bello Intelligibile”, œuvre de Giulio Paolini, in “Pratiques. Réflexions sur l’Art”, n. 2, Rennes, autunno 1996, pp. 34-46, ripr. p. 33 (particolare; traduzione francese del testo monografico pubblicato in Giulio Paolini. Del bello intelligibile, catalogo della mostra, Kunsthalle Bielefeld, Bielefeld 1982). |
| • | M. Disch, L'atto espositivo. Appunti sul lavoro di Giulio Paolini, in Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, cit., Ostfildern-Ruit 1998, ripr. p. 119 (vedute espositive Wuppertal 1982 in b/n in alto e Berlino 1982 a colori in basso). |
| • | A. Lugli, L’“assemblage” come collezione, in Id., Assemblage, Adam Biro, Parigi 2000 (ripubblicato in italiano in A. Lugli, Arte e meraviglia. Scritti sparsi 1974-1995, a cura di A. Serra, Umberto Allemandi & C., Torino 2006, pp. 188-189, in generale sul ciclo Del bello intelligibile, non ripr.). |
| • | Inventaire des collections du musée d’Art moderne de la Ville de Paris. Peintures, sculptures, installations…, a cura di S. Pagé, Paris Musées, Parigi 2006, p. 242, ripr. col. (allestimento presso collezione permanente Parigi 2006, particolare). |
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 1, cat. n. 467, p. 479, ripr. col. (particolare e veduta espositiva Berlino 1982). |
| • | Musée d’Art moderne de la ville de Paris. La Collection, a cura di S. Pagé, Paris Musées, Parigi 2009, scheda di B. Parent p. 416, non ripr. (ripr. col. p. 417 della Parte prima: “E che dirò del fulgore dell’oro?”, allestimento presso collezione permanente Parigi 2006). |
| • | E. Franz, “Vedo e non vedo”, in E. Franz et al., Giulio Paolini. Vedo e non vedo (In tema, n. 1), Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino, Corraini Edizioni, Mantova 2014, pp. 29, 31 (italiano, in generale sul ciclo Del bello intelligibile) / 28, 30, 32 (inglese), non ripr. |