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Castelli di carte, 1994

GPO-0722

Collage su cartoncino a tempera verde

Dieci elementi incorniciati 40 x 40 cm ciascuno, misure complessive 164 x 164 cm

Collezione privata, Genova

Gli otto collage su cartoncino verde, accostati a brevi intervalli a formare una piramide – un “castello di carte” come recita il titolo – presentano ognuno una diversa disposizione di carte da gioco di colore rosso, orientate in parte al recto e in parte al verso. Fra le carte centrali delle due file inferiori sono sparsi i tasselli – dello stesso formato delle carte da gioco e virati nello stesso colore – di una riproduzione del dipinto Le château de cartes (1737 ca.) di Jean-Baptiste-Siméon Chardin, in cui un giovane si diverte a costruire dei castelli di carte su un tavolo da gioco verde.
Se la citazione da Chardin evoca il genere della
vanitas, il giocatore di carte è un’implicita controfigura dell’autore, che sul proprio tavolo di lavoro rimescola sempre da capo le proprie carte, nella consapevolezza che ogni nuova configurazione è un episodio relativo rispetto all’opera “assoluta” che sfugge a ogni tentativo di appropriazione.
Lo stesso tema è stato sviluppato in una variante precedente, realizzata nel 1993 (GPO-0711) e in una successiva, ideata nel 1995 (GPO-0766).

Jean-Baptiste-Siméon-Chardin, Le château de cartes, 1737 ca., olio su tela, National Gallery of Art, Washington.

1994 Genova, Galleria Locus Solus, Giulio Paolini. Locus Solus, dal 28 gennaio, citato come esposto p. 73 n. D4, ripr. col. p. 33.
F. Pasini, Giulio Paolini. Una mostra lunga un anno, in “Flash Art” (edizione italiana), n. 184, Milano, maggio 1994, ripr. col. p. 24.
Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, catalogo della mostra, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Graz, Cantz Verlag, Ostfildern-Ruit 1998, ripr. col. p. 316.
M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 722, p. 737, ripr. col.
Scheda a cura di Maddalena Disch , 02/02/2026