Castelli di carte, 1993
GPO-0711
Collage su cartoncino a tempera verde
Otto elementi incorniciati 62 x 42 cm ciascuno, misure complessive 105 x 236 cm
Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino
Donazione dell’artista, 25 ottobre 2012, n. arch. GPO-0711
Gli otto collage su cartoncino verde, accostati a brevi intervalli, in senso orizzontale o verticale alla maniera delle carte di un solitario, presentano ognuno una diversa disposizione di carte da gioco di colore blu, orientate in parte al recto e in parte al verso. Fra le carte sono sparsi i tasselli – dello stesso formato delle carte da gioco – di una riproduzione virata in blu di un dipinto di Jean-Baptiste-Siméon Chardin (Le château de cartes, 1737 ca.), in cui un giovane si diverte a costruire dei castelli di carte su un tavolo da gioco verde.
Se la citazione da Chardin evoca il genere della vanitas, il giocatore di carte è un’implicita controfigura dell’autore, che sul proprio tavolo di lavoro rimescola sempre da capo le proprie carte, nella consapevolezza che ogni nuova configurazione è un episodio relativo rispetto all’opera “assoluta” che sfugge a ogni tentativo di appropriazione.
Lo stesso tema è stato sviluppato anche in due varianti successive, realizzate rispettivamente nel 1994 (GPO-0722) e nel 1995 (GPO-0766).
Jean-Baptiste-Siméon-Chardin, Le château de cartes, 1737 ca., olio su tela, National Gallery of Art, Washington.
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 711, p. 727, ripr. col. |
| • | Inside Out-Museo Città Eventi, catalogo della mostra, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato, Edizioni Charta, Milano 1993, erroneamente citato come esposto n. 32. p. 109 (inizialmente previsto, ma infine ritirato). |
| • | F. Fergonzi, Per una fortuna novecentesca di Chardin in Italia, in Chardin. Il pittore del silenzio, catalogo della mostra, Palazzo dei Diamanti, Ferrara 2010, p. 70, non ripr. |