Dal “Trionfo della rappresentazione” (cerimoniale: in prospettiva), 1985-86
GPO-0562
Matita, matita rossa e collage su carta
Ventisette elementi incorniciati 69 x 102 cm ciascuno, misure complessive 207 x 920 cm
Sammlung FER
Dall’11 novembre 1999 al 22 agosto 2002 in deposito presso Museum für neue Kunst, Karlsruhe
A differenza di altri lavori a parete costituiti da più elementi accostati, in questo caso i componenti sono a contatto, in analogia al disegno che nell’opera ne riporta la struttura medesima vista in prospettiva.
L’assieme dei ventisette fogli incorniciati, ordinati in tre file a comporre un grande quadro, propone una rappresentazione prospettica, il cui punto di fuga centrale corrisponde all’immagine di Disegno geometrico (1960, GPO-0001). In analogia alla squadratura di quel primo quadro, le nove unità centrali sono segnate dalle diagonali, tracciate in rosso, che al tempo stesso fungono da linee di fuga della prospettiva in cui sono inscritte nove figure maschili in costume di valet de chambre, che trattengono ognuna un cubo di plexiglas vuoto. Nelle sezioni laterali del quadro sono delineati due lunghi rettangoli suddivisi in ventisette riquadri e squadrati nella parte centrale, corrispondenti a due vedute in prospettiva dell’opera medesima. Sull’insieme del quadro sono inoltre sparsi dei frammenti lacerati – alcuni cadono in corrispondenza dei cubi offerti dai valletti – desunti dal manifesto di una mostra precedente dell’artista.
Il valet de chambre, ripreso dall’iconografia teatrale settecentesca, introdotto nel 1983-84 in forma di silhouette e dal 1985 utilizzato anche in versione fotografica, rappresenta un personaggio particolarmente significativo nella poetica paoliniana. Il gesto dell’offrire o porgere che definisce il valletto – analogo a quello del presentare e osservare, distintivo di altri personaggi in costume apparsi in opere precedenti – corrisponde simbolicamente per Paolini all’atto stesso della rappresentazione, intesa come dispositivo che offre allo sguardo la costruzione di un’immagine (per esempio attraverso gli artifici della prospettiva). I valletti anonimi e distaccati rinviano anche al ruolo che Paolini attribuisce all’autore fin dal suo primo quadro, non a caso citato in questo lavoro: anziché inventare o dimostrare qualcosa, quest’ultimo si limita a elevare il gesto dell’offerta a soggetto stesso dell’opera. Attraverso la controfigura del valletto, l’autore esce di scena per sedersi in platea e assumere le vesti dello spettatore, che di fronte all’opera si pone in attesa o in ascolto, per attendere all’offerta che essa annuncia al suo sguardo e che il gesto del valletto evidenzia. Abdicando al proprio ruolo di creatore, l’autore che si fa spettatore del “teatro” dell’opera d’arte in quanto tale trova modo di porre in risalto e quindi di offrire al nostro sguardo i “miracoli” della rappresentazione stessa, ovvero di celebrarne il “trionfo”.
L’opera si inscrive nel gruppo tematico di lavori avviato nel 1983-84 con Trionfo della rappresentazione (GPO-0507) e sviluppato in diverse formulazioni fino al 1987 (cfr. GPO-0539, GPO-0554, GPO-0605, GPO-0607).
| 1986 | Colonia, Galerie Paul Maenz, Giulio Paolini. Dal “Trionfo della rappresentazione” (cerimoniale: in prospettiva), 4 febbraio - 1 marzo. |
| 1986 | Stoccarda, Staatsgalerie Stuttgart, Giulio Paolini, 20 settembre - 2 novembre, citato come esposto vol. 4 p. 52 n. 37, ripr. vol. 4 p. 47 e in quarta di copertina (veduta dell’opera in mostra). |
| 1989 | Stoccarda, Staatsgalerie Stuttgart, Photo-Kunst. Arbeiten aus 150 Jahren – Du XXème au XIXème siècle, aller et retour, 11 novembre 1989 - 14 gennaio 1990, citato come esposto p. 328, ripr. col. pp. 326-327, riferimento nel testo di G. Inboden vol. 1 p. 22. |
| 1999 | Karlsruhe, Museum für neue Kunst, Werke aus den Sammlungen FER, Froehlich, Grässlin, Weishaupt, dal 4 dicembre, senza catalogo. |
| 2009 | Ulm, Stadtregal Ulm, Sammlung FER Collection, dal 2 ottobre 2009, ripr. col. (catalogo in forma di schede sciolte relative agli artisti in collezione). |
| • | G. Paolini in Giulio Paolini, catalogo della mostra, Studio Marconi, Milano 1984, s.p. (pubblicato per la prima volta come A Project by Giulio Paolini: Triumph of Representation, in “Artforum”, vol. XXII, n. 4, New York, dicembre 1983, p. 43; ripubblicato in riferimento a GPO-0554 in italiano in Giulio Paolini. “Tutto qui”, catalogo della mostra, Pinacoteca Comunale, Loggetta Lombardesca, Ravenna, Agenzia Editoriale Essegi, Ravenna 1985, s.p.). |
| • | G. Paolini nell’intervista di C. Grenier, Giulio Paolini, in “Flash Art” (edizione francese), n. 3, Milano, primavera, 1984, p. 41 (ripubblicato in italiano in Giulio Paolini. La voce del pittore - Scritti e interviste 1965-1995, a cura di M. Disch, ADV Publishing House, Lugano 1995, p. 191, con errori nella fonte bibliografica). |
| • | Paul Maenz Ausstellungen / Exhibitions. Saison / Season 1985-86, Paul Maenz, Colonia 1986, ripr. s.p. (veduta espositiva Colonia 1986). |
| • | M. Newman, Vision as Metaphor: Towards a Fragmentary History, in The mirror + the lamp, catalogo della mostra, The Fruitmarket Gallery, Edimburgo 1986, p. 20, ripr. pp. 18-19. |
| • | Paul Maenz Köln 1970-1980-1990. Eine Avantgarde-Galerie und die Kunst unserer Zeit / An Avant-Garde Gallery and the Art of Our Time, a cura di G. de Vries, DuMont Buchverlag, Colonia 1991, ripr. p. 204 (veduta espositiva Colonia 1986). |
| • | N. Bätzner, Arte Povera. Zwischen Erinnerung und Ereignis: Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis, Verlag für moderne Kunst, Norimberga 2000, p. 84, ripr. p. 82. |
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 562, pp. 572-573, ripr. col. |
| • | J. Meinhardt, Vedere ed essere visti. Giulio Paolini e lo sguardo, in E. Franz et al., Giulio Paolini. Vedo e non vedo (In tema, n. 1), Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino, Corraini Edizioni, Mantova 2014, pp. 99, 101 (italiano) / 102 (inglese), ripr. col. pp. 92-93. |