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Le jeune dessinateur, 2012

GPE-0127

Litografia e disegno originale dell’artista a matita

60 x 60 cm

Firmato al recto, in basso al centro: “Giulio Paolini”

Numerazione autografa al recto, in basso al centro

80 esemplari in numeri arabi da 1/80 a 80/80
20 esemplari in numeri romani da I/XX a XX/XX

Da un esemplare all’altro il disegno a matita propone una diversa disposizione dei sette riquadri, che varia da raggruppamenti concentrati nell’area centrale a disseminazioni sviluppate fin oltre i limiti della stanza-cornice.

Associazione ProMuseo, Lugano

L’edizione è commissionata all’artista dalla ProMuseo, l’Associazione degli Amici del Museo Cantonale d’Arte di Lugano, a sostegno della propria attività. Dopo i multipli di Not Vital (2007) e Amedeo Martegani (2009), l’opera di Paolini rappresenta la terza edizione prodotta dalla ProMuseo (nel 2015 rinominata Associazione Amici Sostenitori del Museo d’arte della Svizzera Italiana, a seguito della fusione del Museo della Città di Lugano e del Museo Cantonale d’Arte nel MASI Museo d’arte della Svizzera Italiana).

Cartella a due ante in cartone bianco con maniglia, con tre lembi, formato chiuso 70 x 62 x 1 cm; in copertina etichetta con titoli in nero e rosso su fondo bianco (editore, autore, titolo). Contiene la tavola e un foglio di colophon con nota dell’artista, scheda a cura di Bettina Della Casa e profilo biografico a cura di Maddalena Disch.

Riporta informazioni relative all’editore, alla tecnica di stampa, alle misure e alla tiratura.

Nota dell’artista, Il personaggio che vediamo..., riferita al soggetto dell’edizione, scheda dell’opera a cura di Bettina Della Casa e testo di Maddalena Disch relativo alla poetica dell’artista.

Il personaggio maschile in primo piano, raffigurato di spalle e intento a disegnare – ripreso da Le jeune dessinateur (1737 ca.) di Jean-Baptiste-Siméon Chardin – è seduto sulla soglia di una stanza vista dall’alto1. Le pareti dell’ambiente ospitano sette quadri: sei riproducono dipinti dello stesso Chardin, mentre il settimo è nascosto dalla cartella che il disegnatore tiene davanti a sé. In corrispondenza dello spazio vuoto della stanza sono delineati a matita sette riquadri – il formato trapezoidale li inscrive nella prospettiva dall’alto – disposti in modo diverso in ciascun esemplare della tiratura.
I sette riquadri alludono al disegno che il “giovane disegnatore” sta delineando, ovvero ai tentativi, costantemente rinnovati, di copiare sul foglio ciò che vede davanti a sé. In senso ampio, la stanza richiama la cornice di un quadro, mentre la costellazione variabile di riquadri evoca gli innumerevoli volti possibili di un’immagine
in fieri.
L’edizione trae origine dal collage documentato nel Catalogo ragionato online delle opere su carta al numero GPC-1247 (cfr. anche la variante coeva
Studio per “Sulla soglia” (Le Jeune dessinateur), GPC-1370).

1 Il disegnatore di Chardin è protagonista di diverse opere di Paolini, a cominciare da Scena muta (stanza dell’autore), 1998-99 (GPO-0826); è presente in particolare in un gruppo di opere su carta realizzate tra il 2016 e il 2018 (GPC-1706, GPC-1873, GPC-1551, GPC-1623, GPC-1624, GPC-1646, GPC-1647, GPC-1953). Il motivo della stanza vista dall’alto appare per la prima volta in alcune opere datate 1998-99 (cfr. tra le opere su carta GPC-0924, GPC-0976, GPC-0977, GPC-0978, tra i quadri GPO-0828, GPO-0830); nel 2005 compare nell’edizione Rue principale (GPE-0113), mentre nel 2015 è ripreso in alcune opere su carta (cfr. GPC-1484, GPC-1486, GPC-1856).

Figura in primo piano: Jean-Baptiste-Siméon Chardin, Un jeune écolier qui dessine, 1737 ca., olio su tavola, 18 x 15.5 cm, Nationalmuseum, Stoccolma.
Da sinistra in basso in senso orario:
Jean-Baptiste-Siméon Chardin,
Un panier de pêches avec des raisins, poires et noix, XVIII sec., olio su tela, 32.5 x 41 cm, Collezione privata.
Jean-Baptiste Siméon Chardin,
Les attributs des arts, 1731, olio su tela, 140 x 215 cm, Musée Jacquemart-André, Parigi.
Jean-Baptiste-Siméon Chardin,
Jeune dessinateur taillant son crayon, 1737, olio su tela, 80 x 65 cm, Musée du Louvre, Parigi.
Jean-Baptiste-Siméon Chardin,
Les bulles de savon, 1734 ca., olio su tela, 61 x 63.2 cm, Metropolitan Museum of Art, New York.
Jean-Baptiste Siméon Chardin,
Les attributs des sciences, 1731, olio su tela, 141 x 219 cm, Musée Jacquemart-André, Parigi.
Jean-Baptiste-Siméon Chardin,
Faiseur de château de cartes, 1735, olio su tela, 81 x 101 cm, Rotschild Collections, Waddesdon.

G. Paolini, Il personaggio che vediamo..., nota all’opera riportata nel foglio di colophon e nel pieghevole promozionale pubblicato da Pro Museo Associazione Amici Sostenitori del Museo Cantonale d’Arte, Lugano nel 2012 in occasione della realizzazione dell’opera.
Scheda a cura di Bettina Della Casa e Maddalena Disch, 23/04/2026